Il Tirreno

Lucca

Il senatore Amato da Roma a dare manforte ai 7 consiglieri ostracizzati

«La bufera non intacchi la giunta Evitare esclusioni da setta»

Il senatore Amato coi “dissidenti” del Pdl (foto Vip)
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Il senatore Amato coi “dissidenti” del Pdl (foto Vip)

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 LUCCA. Un invito alla moderazione, a recuperare i toni della politica abbandonando i personalismi da cui, a suo avviso, è scaturita la tempesta nel Pdl lucchese. Parole che hanno un nome e un cognome: quello di Paolo Amato, senatore Pdl e amico dei 7 dissidenti del gruppo di maggioranza che fa capo a Maurizio Dinelli e Giuliana Baudone. Amato, arrivato da Roma a dare man forte agli amici, si dice in primo luogo preoccupato che la bufera nel Pdl non intacchi la giunta. Quella, dice Amato, «è importante che lavori in serenità. Lucca è uno dei pochi comuni in Toscana amministrato dal centrodestra. Tanto più il Pdl deve avere a cuore che i suoi problemi interni vengano risolti con la buona volontà, il dialogo, la comprensione. Con una logica di inclusione, insomma, non di esclusione come invece è successo. L'esclusione è un atteggiamento tipico delle sette».  Se Amato si mantiene su un livello diplomatico, Dinelli invece spara a zero. Sul presidente del consiglio comunale Marco Agnitti, che «in consiglio comunale ha letto un messaggio del coordinatore regionale del Pdl Massimo Parisi, nel quale si dice chi fa parte del vero Pdl e chi no. Credo che i vertici regionali del partito abbiano sbagliato gravemente. Questi errori potranno ripercuotersi sui risultati elettorali alle prossime amministrative. Nessuno in realtà ci ha mai spiegato perché il gruppo Pdl costituito il 2 marzo di cui facciamo parte è illegittimo. Nessuno ci ha spiegato quale atto grave abbiamo compiuto per essere esclusi dal Pdl. Ne parleremo con il sindaco appena tornerà dalle vacanze. Non faremo atti verso Agnitti finché il sindaco non torna».  Brucia oltremodo ad Amato l'esclusione dei 7 "dissidenti" (con Dinelli e Baudone, Marco Andreoni, Marco Modena, Benedetto Stefani, Giacomo De Luca, Roberto Lotti), anche perché tra loro «ci sono persone, Dinelli e Baudone, che hanno una loro storia all'interno del partito. Dinelli è stato capogruppo in consiglio regionale di FI prima e poi consigliere del Pdl. Giuliana Baudone è stata un autorevole consigliere regionale prima di An poi del Pdl». Perciò per Amato è indispensabile che la frattura in casa Pdl si ricomponga, e al più presto: un punto di partenza forte per ricompattarsi è il comune intento «di entrambi i gruppi di sostenere la giunta. Da qui si deve ripartire. Io sono qui per affetto verso Dinelli ma anche per senso di responsabilità come parlamentare». Favilla, del resto, non ha escluso, a settembre un rimpasto di giunta se serve per rimettere insieme il Pdl. Ma ai "dissidenti" - conclude Amato - «non è il posto in giunta che interessa. Quello, se avessero voluto, l'avrebbero già ottenuto». B.A.

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