Il Tirreno

Lucca

«Della situazione che si è creata in assemblea parleremo con il sindaco»

Dinelli sfiducia Agnitti

Alessandro Petrini
Marco Agnitti
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Marco Agnitti

Pdl "dissidente" contro il presidente del consiglio comunale

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 LUCCA.Lo scontro fra i due Pdl si celebra subito in apertura di consiglio comunale. Il presidente dell'assemblea, Marco Agnitti, ufficializza che il gruppo che può legittimamente chiamarsi Pdl è quello composto dal sindaco e dagli 11 consiglieri guidati da Lido Fava. In tutta risposta Maurizio Dinelli, capogruppo del Pdl "dissidente" annuncia che «sfiducia» il presidente Agnitti. E la rottura è consumata.  Agnitti giustifica la scelta presa alla luce della nota dei coordinatori regionali del Pdl Massimo Parisi e Riccardo Migliori che riconoscono quello di Fava come l'unico gruppo autorizzato a utilizzare nome e contrassegno del Pdl. Ma Dinelli incalza: «Appena possibile parleremo con il sindaco». E aggiunge: «Ritengo che quella di Agnitti sia una risposta di parte e mi trovo a dare ragione al consigliere Luca Lucchesi (gruppo misto, ex Per Lucca) che da tempo chiede di avere una risposta alla sua situazione, irrisolta da parecchi mesi». Quanto alla presa di posizione di Parisi e Migliori, Dinelli parla di «partitocrazia che entra in consiglio comunale. È paradossale che un coordinatore regionale si trovi a decidere chi fa parte di un gruppo consiliare. Mi spiace molto per il comportamento del presidente del consiglio che avevamo votato all'inizio della legislatura. In questo momento non ci sentiamo rappresentati da lui».  Serena invece la reazione di Franco Fabbri, vicecapogruppo del Pdl ufficiale: «La situazione è molto chiara, anche se ha avuto risvolti poco gradevoli, ma nessuno può autodeterminarsi con il nome di un partito nazionale che ha espresso la propria posizione a vari livelli. Si può anche arrivare a una procedura di carattere giuridico ma credo che il modo in cui si sono espressi gli organi nazionali e regionali del Pdl non diano spazio ad altre interpretazioni». Quanto alle possibili ripercussioni politiche della vicenda Fabbri appare ottimista: «Più di una volta i 7 consiglieri hanno ribadito il loro pieno sostegno al sindaco e hanno detto di far parte della maggioranza. Non credo che ci saranno problematiche tali da dover entrare in conflitto. Faremo un confronto interno alla maggioranza con i partiti che sostengono l'amministrazione per proseguire con l'azione di governo».  Ma, di fatto, la posizione del Pdl di Dinelli rischia di essere scomoda in sede di votazioni. Si è già visto in commissione sul caso mense, quando con un accordo trasversale con Pd e Federazione delle sinistre il Pdl è riuscito a far bocciare la proposta della giunta sulle tariffe. Bis anche giovedì in consiglio, su un ordine del giorno marginale come quello sulla tracciabilità della filiera del caffè dove il Pdl ufficiale ha preferito astenersi mentre i 7 di Dinelli hanno votato a favore della mozione con Governare Lucca, Pd e Rc.

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