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Lucca

Armato di pistola rapina il benzinaio e fugge con l'incasso

Armato di pistola rapina il benzinaio e fugge con l'incasso

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LUCCA. Rapinato in pieno giorno dell'incasso da un giovane armato di pistola a tamburo che agisce con estrema freddezza incurante della presenza di un automobilista intento a fare rifornimento. La vittima è Renzo Amansi, 62 anni, di Marlia, gestore della pompa di carburante Tamoil a Lammari.

Un ragazzo sui 20-25 anni - accento locale e con indosso pantaloni chiari e polo bianca - gli punta il revolver alla schiena e lo ripulisce del marsupio e del portafogli contenenti 7.700 euro. Il ragazzo sistema i soldi in un sacchetto di nylon di quelli usati per fare la spesa e a piedi fugge verso il viale Europa dileguandosi dietro all'area di parcheggio del negozio d'abbigliamento Mencari.

IL RACCONTO. Sono le 11,15 quando Amansi esce dal casottino della sua stazione di servizio sul viale Europa a 100 metri dalla rotonda di Papao. Contestualmente si ferma un suv di un cliente - un autotrasportatore della Piana - con il conducente che, parlando al cellulare, si avvicina al sistema automatico per rifornirsi. In quel frangente arriva a piedi un giovane - alto 1,70, magro, carnagione chiara, capelli corti - che chiede al benzinaio un litro d'olio. Il titolare della stazione di servizio s'incammina verso il «gabbiotto» seguito dal ragazzo. Trema ancora Amansi al pensiero di quanto gli è capitato poche ore prima: «Che tipo di olio vuoi? - gli ho chiesto entrando - Lui mi ha risposto che lo voleva sintentico e per un'auto a due tempi. Mi sembrava tranquillo non avrei mai pensato che stesse per rapinarmi». Il benzinaio si volta per prendere la lattina d'olio lubrificante dallo scaffale. Ma sente nitidamente la canna di una pistola a contatto con la schiena. «Lascia stare l'olio, questa è una rapina» le uniche parole del giovane.

IL TESTIMONE «Ho fatto in tempo a girarmi - prosegue Renzo Amansi - e a vedere una piccola pistola nera a tamburo. Il giovane mi ha intimato di mettere il denaro dell'incasso della giornata che tenevo nel marsupio dentro una busta di plastica che aveva in tasca. Poi ha voluto anche i soldi nel mio portafogli». In quel frangente nella stazione di servizio c'era ancora l'autotrasportatore che ha visto - sia al momento del suo arrivo, sia quando è fuggito - l'autore della rapina. «Purtroppo non si è accorto di nulla. - conclude il benzinaio - Perchè dalla sua posizione non poteva vedere quello che accadeva dentro il casottino». Riavutosi dallo choc, Amansi è uscito dirigendosi verso il camionista raccontandogli di essere stato vittima di una rapina. Con il cellulare sono stati avvertiti i carabinieri di Lammari e la polizia, ma del malvivente nessuna traccia.

IL PRECEDENTE Il 20 novembre 2007 alle 17,30 Renzo Amansi era stato aggredito e rapinato nel suo distributore. Anche allora l'autore era un giovane sui 20-25 anni, ma con accento dell'Est. Armato di un attrezzo da lavoro l'aveva minacciato, strattonato e fatto cadere fuggendo con l'incasso: 1600 euro. «Stavolta almeno mi sono risparmiato le botte» chiosa il benzinaio.

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di Redazione web