Attenzione
«Mettiamo il bavaglio alle sagre»
Confesercenti: vanno regolamentate per tipo di piatti e durata
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LUCCA. Regole più chiare, concorrenza leale e una normativa che definisca il ruolo di sagre, alimentari e circoli. I ristoratori di Confesercenti formulano quattro proposte, su cui a settembre organizzeranno un incontro pubblico. «La ristorazione è un settore delicato e strategico. Attraverso la categoria - commenta il presidente dei ristoratori Confesercenti Stefano De Ranieri - passa una parte dell'offerta turistica, la promozione della tipicità dei nostri prodotti di eccellenza, il quotidiano servizio ai cittadini. Gli operatori ci rappresentano un unico grido di allarme: i risultati funesti determinati dalla deregulation che ha caratterizzato le politiche del settore. Oggi si mangia ovunque e in ogni modo, senza più distinzione di qualità, titolarità, garanzia al consumatore». Confesercenti vuole il rispetto delle regole («perché ciascuna attività sia chiamata veramente, a somministrare ciò che le è consentito, a chi le è consentito, nel rispetto del limiti che leggi e regolamenti già impongono»). Inoltre, dove i regolamenti non lo prevedono ancora, è opportuno «individuare poche e chiare regole nuove per disciplinare il settore e decidere quali sono i limiti di ciascuna tipologia autorizzativa per dare a ciascuno un ruolo diverso. Un ruolo alle sagre, come spazio di socialità e valorizzazione dei prodotti tipici, ma con limiti condivisi su durata, estensione delle portate, trasparenza nei bilanci, legame con i prodotti del territorio. Un ruolo ai negozi di vicinato che possono vendere ciò che vogliono, ma se vogliono diventare pubblici esercizi entrino dalla porta e non dalla finestra». Confesercenti invoca «garanzie al consumatore, affinché chi mangia sappia che cosa mangia» e insiste su «qualità dell'offerta, filiera corta, formazione del personale».
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