Sicurezza
Fondazione Banca del Monte, altro rinvio
Il. Bo.
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Il presidente Guerrieri La Camera di Commercio non si esprime sul caso Chelini
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LUCCA. Non si esprime ancora la Camera di commercio sulla decisione della Fondazione Banca del Monte di "bocciare" la candidatura al consiglio di indirizzo dell'industriale Aldo Chelini, che aveva, invece, aspirazioni da presidente dell'ente. Prima di decidere se insistere su questa designazione o se indicare un altro nominativo, l'ente chiederà spiegazioni alla Fondazione sull'esclusione dell'imprenditore. La giunta camerale, dunque, dà «ampio mandato» al presidente Claudio Guerrieri di cercare le motivazioni della bocciatura della designazione per poi riferire nella riunione fissata per mercoledì. E cioè due giorni dopo la seduta del consiglio di indirizzo della Fondazione che (lunedì) dovrà pronunciarsi anche su 4 designazioni lasciate a bagnomaria, per la verifica dei requisiti dei candidati. Le situazioni in sospeso sono quelle di due membri indicati dal Comune (il presidente del teatro del Giglio, Aldo Casali e il consigliere di Lucca holding, Marco Porciani) e quelle di altri due candidati dalla Camera di Commercio: il direttore di Ascom, Umberto Chiesa, e il rappresentante di Confartigianato Silvano Bacci. Di queste due candidature, la giunta della Camera di commercio ieri non si è occupata, visto che ancora la Fondazione non si è espressa in modo definitivo su Chiesa e Bacci, per i quali, però, ha sollevato problemi di incompatibilità. Al contrario, la giunta camerale ha affrontato la questione Chelini e ha deciso di chiedere lumi sulle norme che hanno portato all'esclusione dell'industriale, avendo ricevuto da piazza San Martino solo un atto che ufficializza la bocciatura della designazione, senza motivazioni. Se le spiegazioni della Fondazione verranno considerate «idonee», la Camera di Commercio ne prenderà atto e deciderà come muoversi: se designare un'altra persona in rappresentanza degli industriali (si fa sempre più spesso il nome di Paolo Marcucci, Kedrion farmaceutica) o se rinunciare a esprimere una nuova candidatura. Di sicuro, la Camera di commercio non chiederà altri pareri legali a sostegno della designazione di Chelini. Ha già quello del ministero del Tesoro, che ha dato il via libera alla candidatura di Chelini (il quesito sarebbe stato formulato in modo da avere una risposta affermativa alla presentazione del nominativo, ndr): ma non è bastato a convincere il consiglio di indirizzo uscente della Fondazione che ha confutato questo parere con altre memorie. Al momento, quindi, Chelini è fuori dalla Fondazione. E se davvero la nuova designazione della Camera di commercio (per il settore industria) fosse Marcucci, si verificherebbe uno spostamento del consiglio di indirizzo verso il centro-sinistra. E diventerebbe (quasi) certa la riconferma a presidente dell'uscente Alberto Del Carlo, considerato l'uomo che ha rilanciato e dato nuova visibilità alla Fondazione. I giochi, comunque, non sono ancora blindati. E lunedì il consiglio di indirizzo dovrà esprimersi anche sulle candidature degli enti che non ha avuto modo di analizzare finora: fra queste quella (in quota al centrodestra) del candidato delle fondazioni Puccini e Versiliana, Paolo Vaglio, sponsorizzata dal neo consigliere regionale del Pdl, Giovanni Santini, in grande ascesa nel partito.
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