Il dolore
Ufficiale: Fava guida il Pdl doc
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Il gruppo consiliare del Pdl in consiglio comunale e l’onorevole Roberto TortoliIl gruppo di Dinelli pronto a impugnare la decisione
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LUCCA. Ora è chiaro quale sia il gruppo del Pdl in consiglio comunale: è quello composto da 12 consiglieri (uno è il sindaco) e ha come capogruppo Lido Fava. La questione viene chiarita nella conferenza dei capigruppo e già oggi il presidente del consiglio comunale, Marco Agnitti, invierà una comunicazione ufficiale a Maurizio Dinelli, leader dei 7 consiglieri "dissidenti" del Pdl. Questa comunicazione, però, non basterà a chiudere lo scontro in corso nel Pdl a Lucca, ma con riflessi anche a livello regionale e nazionale. Tanto che l'onorevole Roberto Tortoli, referente romano dei "dissidenti" invia un messaggio ai vertici del Pdl: «Qualcuno dovrà dire che questi 7 consiglieri non sono del Pdl. E allora si dovrà dire che nemmeno Roberto Tortoli è del Pdl. Ma questo appare abbastanza difficile, visto che sono stato io fondare FI in Toscana nel 1993 e che tutti questi consiglieri comunali sono stati eletti nelle liste del partito. Nessuno li può buttare fuori. Se questo accadesse, andrei davvero in fondo alla vicenda perché è inaccettabile che persone che sono disinteressatamente fedeli a Berlusconi siano messe in discussione. A questo non ci sto». A Palazzo Orsetti, però, la questione viene considerata chiarita una volta per tutte. A mettere la parola fine - spiega il presidente del consiglio comunale, Marco Agnitti - sono state le lettere inviate dai vertici del Pdl: quella romana, a firma di Denis Verdini, Sandro Bondi e Ignazio La Russa «che precisa che in Toscana sono solo Massimo Parisi (coordinatore regionale) e Riccardo Migliori (vice) a poter gestire l'uso del contrassegno e del nome del Pdl». A questa lettera ha fatto seguito quella fiorentina di Parisi e Migliori con la quale si ribadisce che il Pdl ufficiale a Lucca è quello dei 12 consiglieri con Fava capogruppo. «Sulla base di questo parere - sottolinea Agnitti - io attribuirò il titolo di Pdl al gruppo di Fava e ho già avvisato Dinelli di trovare un altro nome per il suo gruppo. È inutile attaccarsi a cavilli legali e di regolamento per dire che questo gruppo non si possa fregiare del nome del Pdl». Ma Maurizio Dinelli non si accontenta di queste spiegazioni verbali. E chiede ad Agnitti di mettere nero su bianco questa decisione, in modo da aver un atto da impugnare: «È dovere del presidente Agnitti - sostiene Dinelli - assumere una decisione ben ponderata, supportata da idonea documentazione per dire che il gruppo del Pdl costituito il 2 marzo 2010 in consiglio comunale non può più chiamarsi Popolo della Libertà, che autorizza un nuovo gruppo a costituirsi con lo stesso nome e che 7 consiglieri, iscritti al Pdl ed eletti nelle liste di FI e An non sono del Pdl in consiglio comunale». Precisato questo, Dinelli pone alcuni quesiti, non solo ad Agnitti ma anche ai vertici regionali, in particolare al coordinatore Parisi che non riesce a risolvere le questioni interne con la mediazione, ma si comporta come «un buttafuori da discoteca. Vorrei capire - insiste Dinelli - perché molti degli attuali consiglieri del Pdl ufficiale (Franco Fabbri, Gabriele Torre, Agnitti, Giancarlo Ramaciotti, Nicola Buchignani) non sono entrati nel gruppo Pdl costituito il 2 marzo in consiglio comunale; vorrei capire perché si è ritenuto necessario costituire un nuovo gruppo, se non allo scopo di umiliare una parte storica di aderenti a Fi e An. Con quale motivazione si può vietare ai 7 consiglieri di appartenere al Pdl visto che abbiamo sempre votato in linea con le indicazioni del sindaco (che continuiamo a sostenere) e della maggioranza?». In attesa di risposte, Dinelli annuncia già che non ha intenzione di essere cacciato dal partito «a mezzo fax» e che difenderà la sua dignità politica «in ogni modo». Anche in tribunale. E in questo avrà supporto anche da Tortoli che non capisce come «in un momento così delicato per il centrodestra della Toscana ci si permetta di intervenire come si è fatto nella vicenda lucchese». Ma per Franco Fabbri «la presa di posizione ufficiale degli organi dirigenti nazionali e regionali del partito e la decisione di Agnitti di riconoscere come Pdl il gruppo guidato da Fava ripristina il rispetto delle regole. Mi auguro che ora si possa recuperare la collaborazione tra tutte le forze di centrodestra che dichiarano di sostenere il sindaco un rapporto di reale collaborazione e stimolo all'azione di governo, nell'interesse della città». Che - chiude Agnitti - deve essere «governata e non ammorbata con questioni di scarso interesse politico». Per fugare tutti i dubbi, comunque, il segretario generale del Comune ha chiesto di ascoltare la registrazione del consiglio comunale nella quale Fava ha ufficializzato la creazione del nuovo Pdl.
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