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Lucca

Brucia azienda, danni per milioni

L’azienda di Porcari
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L’azienda di Porcari

Mistero sulle cause del rogo al magazzino del sacchettificio Del Carlo

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 PORCARI Mistero sull'incendio che ha provocato danni per un paio di milioni di euro distruggendo completamente il magazzino del Sacchettificio Del Carlo in via Pietro Mascagni a Porcari. Al momento carabinieri e vigili del fuoco non escludono alcuna pista anche se non sono stati trovati inneschi, taniche di benzina, bottiglie molotov o tracce di liquido infiammabile tali da giustificare l'ipotesi dolosa. Oltretutto l'amministratore delegato della ditta, Aldo Del Carlo, non ha mai ricevuto minacce o telefonate anonime con richieste estorsive. Stando alle prime ricostruzioni effettuate da militari e pompieri le fiamme potrebbero essere scaturite da alcuni fusti di diluente stivati nel piazzale del calzaturificio New Fox situato tra via Puccini e via Mascagni e che avrebbero interessato i cavi dell'alta tensione. «Sono frastornato: il rogo ha distrutto l'intero magazzino (800 metri quadrati). - dice al telefono Aldo Del Carlo - Siamo assicurati contro gli incendi, ma l'edificio dovrà essere completamente ricostruito».   I FATTI  L'allarme è scattato alle 5,30 del mattino e sul posto sono andati i vigili del fuoco che hanno impiegato cinque ore per circoscrivere il rogo. Soltanto ieri sera alle 19,35 hanno chiuso l'intervento ultimando le operazioni di smassamento. Dai primi accertamenti un principio d'incendio si è sviluppato nel piazzale della ditta «Pagano Business & Pallets» dove erano accatastati pancali in legno. Il fuoco a quel punto si è propagato all'adiacente calzaturificio New Fox distruggendo alcune vetrate. L'azienda è separata dal Sacchettificio Del Carlo - di proprietà della C4 sas di Rino Giannini - da una rete e così le fiamme in poco tempo hanno avvolto il capannone che conteneva il prodotto finito pronto (sacchetti e contenitori di carta) per essere immesso sul mercato e qualche macchinario.   EMERGENZA ETERNIT  Nell'incendio è andato distrutto il tetto del capannone. Costruito negli anni Settanta, probabilmente in eternit. Per questo motivo il vice sindaco e assessore all'ambiente, Franco Fanucchi, ha attivato una serie di procedure a tutela della popolazione con l'ausilio di Asl, Arpat e dell'ufficio tecnico di Porcari. «Con un'ordinanza è stata interdetta al traffico dei veicoli la zona del piazzale esterno. Così la ditta che abbiamo incaricato ha potuto fissare a terra con del collante la copertura del capannone in modo da non disperdere il pulviscolo in attesa, nelle prossime ore, della bonifica dell'area. Abbiamo già redatto un'ordinanza preventiva che vieta l'esposizione a chi lavora nelle attività commerciali o abita nelle due-tre case nel raggio di 100 metri. Agli abitanti abbiamo chiesto di lavare frutta e verdura sotto l'acqua corrente in attesa dei responsi delle analisi dell'aria e del terreno in modo da essere certi che non vi siano fibre d'eternit». L.T.

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