Sicurezza
Troppi cinghiali la Provincia dà il via agli abbattimenti
Serena Zola
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Allarme nell'Oltreserchio e in altre zone per il proliferare dei cinghiali che spesso danneggiano coltivazioni e proprietà. Ma adesso la Provincia annuncia che ad agosto inizierà l'intrvento per il contenimento degli ungulati con la formazione di squadre di cacciatori che si occuperanno dell'abbattimento dei capi fino a ridurre la popolazione di cinghiali ad un numero ragionevole e non nocivo per le proprietà agricole della zona. Dante Teani, presidente del centro turistico giovanile, spiega: «I cinghiali distruggono il territorio creando gravi problemi. Nella valle della Contesora, da San Macario fino a Camaiore, il fenomeno è talmente diffuso da toccare quasi tutte le abitazioni dei residenti. In molti casi, si tratta di agricoltori della domenica, ovvero di persone che, avendo un altro lavoro, hanno tempo di dedicarsi alle colture solo nel fine settimana». I danni arrecati comprendono, oltre alla distruzione dei raccolti e dei terrazzamenti, anche quella di secolari muri a secco che gli animali hanno letteralmente sgretolato nel tentativo di introdursi nelle proprietà.
Ai danni si aggiunge, inoltre, il timore dei residenti, non del tutto infondato, riguardante la propria incolumità: temono, infatti, d'essere aggrediti dagli animali, che nonostante l'indole timida sono notoriamente soggetti a scatti d'ira improvvisi. Antonio Bertolucci, funzionario della provincia addetto alle risorse faunistiche, spiega come si opererà per contenere gli ungulati: «I piani di abbattimento verranno messi in atto a partire dal mese prossimo con il consenso della Regione. Parteciperanno alle operazioni cacciatori abilitati alla selezione. Il tutto si svolgerà sotto la supervisione delle guardie venatorie». Carlo Martinelli, presidente della Federcaccia sottolinea: «Per i cacciatori è importantissimo il rapporto con gli agricoltori, si tratta di un rapporto privilegiato che crea, grazie alla cooperazione e all'aiuto reciproco, una situazione di coesistenza ottimale. A proposito dei danni che gli animali hanno arrecato alle proprietà, sarà possibile provvedere ad un risarcimento adeguato solo in seguito alla presa visione dell'entità degli stessi». Per avere accesso ai risarcimenti previsti, nel caso il danno sia stato fatto in una zona protetta, ovvero dove sussista un divieto di caccia, basterà contattare la Provincia.
Nel caso, invece, il danno sia stato fatto in una zona aperta alla caccia, sarà necessario contattare l'Atc, ambito territoriale di caccia. Il denaro dei risarcimenti proviene dalla quota annuale che ogni cacciatore versa all'Atc per poter svolgere la pratica venatoria. Spiega Antonio Bertolucci: «Oltre al risarcimento dei danni siamo soliti provvedere anche all'opera di prevenzione dei danni stessi: installiamo, infatti, attorno alle colture una rete elettrica a basso voltaggio in modo da scoraggiare tutti quegli animali che volessero introdursi nelle proprietà».
Ai danni si aggiunge, inoltre, il timore dei residenti, non del tutto infondato, riguardante la propria incolumità: temono, infatti, d'essere aggrediti dagli animali, che nonostante l'indole timida sono notoriamente soggetti a scatti d'ira improvvisi. Antonio Bertolucci, funzionario della provincia addetto alle risorse faunistiche, spiega come si opererà per contenere gli ungulati: «I piani di abbattimento verranno messi in atto a partire dal mese prossimo con il consenso della Regione. Parteciperanno alle operazioni cacciatori abilitati alla selezione. Il tutto si svolgerà sotto la supervisione delle guardie venatorie». Carlo Martinelli, presidente della Federcaccia sottolinea: «Per i cacciatori è importantissimo il rapporto con gli agricoltori, si tratta di un rapporto privilegiato che crea, grazie alla cooperazione e all'aiuto reciproco, una situazione di coesistenza ottimale. A proposito dei danni che gli animali hanno arrecato alle proprietà, sarà possibile provvedere ad un risarcimento adeguato solo in seguito alla presa visione dell'entità degli stessi». Per avere accesso ai risarcimenti previsti, nel caso il danno sia stato fatto in una zona protetta, ovvero dove sussista un divieto di caccia, basterà contattare la Provincia.
Nel caso, invece, il danno sia stato fatto in una zona aperta alla caccia, sarà necessario contattare l'Atc, ambito territoriale di caccia. Il denaro dei risarcimenti proviene dalla quota annuale che ogni cacciatore versa all'Atc per poter svolgere la pratica venatoria. Spiega Antonio Bertolucci: «Oltre al risarcimento dei danni siamo soliti provvedere anche all'opera di prevenzione dei danni stessi: installiamo, infatti, attorno alle colture una rete elettrica a basso voltaggio in modo da scoraggiare tutti quegli animali che volessero introdursi nelle proprietà».
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