Italia
Il recupero del mercato approda in consiglio comunale per la valutazione definitiva
Pronto il master plan del Carmine
C'è il progetto della Polis, ma il Comune pensa di bandire una selezione
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LUCCA. È pronto il master plan per il mercato del Carmine ma non è ancora chiaro chi eseguirà i lavori e gestire l'immobile per 40 anni. Il progetto è stato presentato (anche alla commissione finanze) da Polis: la società immobiliare del Comune propone di farsi carico dell'intervento di riqualificazione e della gestione del mercato, tramite un affidamento diretto. Ma la giunta preferirebbe bandire una selezione per verificare l'eventuale presenza di altri soggetti interessati. La questione ancora in sospeso verrà sciolta dal consiglio comunale dove l'amministrazione si presenterà con una delibera che propone la selezione per la presentazione di manifestazioni d'interesse da parte di privati. Si tratta, di fatto, di una procedura che taglierebbe fuori Polis non può partecipare a un bando indetto dal Comune che detiene la maggioranza delle sue quote. PROGETTO Il master plan illustrato da Polis riguarda 850 metri quadrati nell'ex chiesa del Carmine, 1590 nell'ex convento e 925 nei portici e nella piazza. In tutto 3.365 metri quadrati a disposizione per un intervento di recupero che rispetti la natura architettonica del complesso. In particolare Polis vorrebbe suddividere idealmente in due la struttura collocando una catena di abbigliamento di fascia media nella ex chiesa ricavando altri 400 metri quadrati con un soppalco in vetro e alluminio che sia poco invasivo e rispettoso dell'edificio. Nell'ex chiostro, invece, l'intenzione è di conservare la destinazione commerciale alimentare con una soluzione che possa valorizzare i prodotti del territorio. Un modello al quale ispirarsi sarebbe quello della struttura "Eataly" a Torino. Pare che proprio il presidente di Eataly Oscar Farinetti sia rimasto affascinato dalla struttura del Carmine e stia valutando la possibilità di aprire a Lucca un negozio sul modello torinese in cui unire la ristorazione al negozio di vicinato e al supermercato di qualità, con prodotti locali e prodotti nazionali. Ma sul quel modello potrebbero esserci anche altri soggetti interessati a intervenire. Il recupero del Carmine permetterebbe una rivalutazione graduale dell'intera zona con la creazione di un parco pubblico nell'area dove ora sono i bagni pubblici. L'idea è di dare maggiore respiro agli spazi esterni collegandoli funzionalmente a via Guinigi tramite un attraversamento del giardino di Palazzo Guinigi in modo da riconfigurare una nuova viabilità pedonale dell'intera area. Inoltre si vuole pensare di nuovo alla funzione del palazzo delle Filocaristiche oggi è sede della circoscrizione. PARCHEGGI L'idea di creare parcheggi sotterranei a corredo dell'area è impraticabile, così si rende necessario sfruttare il parcheggio dell'ex caserma Mazzini collegandolo con un servizio di navette che sia rapido ed efficiente, studiando forme di fidelizzazione come il parcheggio gratuito per chi fa acquisti al Carmine o un servizio di trasporto merci fino a via dei Bacchettoni. Per rendere più gradevole anche lo spostamento a piedi, si suggerisce un percorso nel convento di S. Francesco. LA CONCESSIONE La giunta non vuole avere problemi di legittimità affidando direttamente recupero e gestione del Carmine a Polis, di cui detiene il 99,7% delle quote (lo 0,3% è di Camera di commercio e Industriali). Per questo la giunta preferisce ricorrere a un bando di evidenza pubblica a normativa europea (l'importo è superiore a 5 milioni di euro). C'è chi ipotizza che il bando vada deserto e che diventi obbligato l'affidamento diretto a Polis. Comunque la proposta della gara non è piaciuta in commissione. Per Cecilia Carmassi (Pd) non è che «una cambiale in bianco con la quale poi la giunta può scegliere di muoversi in qualunque direzione». Incerti anche i tempi dell'operazione perché da una parte la giunta vorrebbe la pratica in consiglio il 29 luglio, ma la commissione finanze preferisce rimandare ogni discussione a settembre per ragionare meglio sui contenuti. Alessandro Petrini LE PROSPETTIVE RESTA L'ALIMENTARE Il mercato del Carmine è attualmente articolato su superfici di varia natura: superfici coperte e protette (chiostro centrale), volumi di grande altezza (navate della chiesa), superfici a uso commerciale e abitativo (su due piani), superfici interrate (di altezza limitata).Attualmente la struttura ha nove operatori in un insieme omogeneo di attività fisse (due macellerie, due negozi di alimentari tipici, un negozio di dolci, una pescheria) assieme ad attività di mercato mercato temporaneo (due bachi di frutta e verdura) e a un bar. Le principali funzioni che l'opera dovrà assicurare sono il commercio di generi alimentari, il commercio di generi non alimentari e i servizi turistico-ricettivi di accoglienza.
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