Sicurezza
Mense scolastiche nuove rette in arrivo entro la fine del mese
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Oggi o il prossimo martedì al massimo. Entro fine mese, saranno approvate dalla giunta le nuove tariffe della mensa scolastica, con gli scaglioni - determinati in base al reddito - e senza pagamento anticipato. Nessun problema neppure per i rimborsi: chi non usufruirà dei buoni, avrà i soldi indietro. In sostanza - ribadisce l'assessore alla pubblica istruzione, Donatella Buonriposi - le famiglie pagheranno solo i pasti che i bambini consumeranno.
Con queste notizie, stamani l'assessore Buonriposi si presenta alla riunione congiunta delle commissioni istruzione e sociale: è in programma l'esame delle nuove tariffe, riviste e corrette alla luce dei correttivi reclamati dall'opposizione, ma anche da parte della maggioranza. Secondo l'assessore, questo sarà l'ultimo confronto sulle mense: se la commissione esprimerà il proprio parere, infatti, la delibera (con i cinque scaglioni) già nel pomeriggio potrebbe essere messa in votazione in giunta. Oppure, se questo non fosse possibile, la pratica sarà discussa martedì prossimo, anche se il parere della commissione fosse contrario.
Di sicuro - sottolinea Donatella Buonriposi - non ci sarà un nuovo passaggio in consiglio comunale. Le tariffe le voterà la giunta. La questione da sciogliere, dunque, stamani riguarda le cinque fasce di reddito individuate per l'applicazione delle tariffe. Parte della maggioranza, infatti, reclama chiarimenti sui redditi Isee in base ai quali le famiglie dovranno pagare il servizio di refezione scolastica.
Soprattutto il Pdl che fa capo a Maurizio Dinelli, vuole capire a quali redditi Irpef (reddito da lavoro o da pensione, in sostanza) corrispondano le fasce Isee, per avere garanzie che chi ha meno possibilità paghi meno la mensa: «Questo principio - insiste Donatella Buonriposi - è assicurato. Il servizio verrà pagato in base alle reali possibilità delle famiglie.
Ora, ci sono stati chiesti dati specifici sui redditi, ma non siamo certo in grado di dare informazioni di questo tipo per ogni famiglia. Anche perché, al momento, non sappiamo né quante né quali famiglie chiederanno di poter utilizzare la mensa scolastica. Tuttavia, ai consiglieri sono già state fornite proiezioni ricavate dai dati dei nidi: le cifre non sono precise al 100%, ma di sicuro sono attendibili».
Da qui stamani si parte per il confronto decisivo sulle nuove tariffe. Con una certezza, fra tante questioni ancora da definire nei dettagli: «che si pagherà quello che si mangia - assicura Donatella Buonriposi - e soprattutto che non ci saranno pagamenti anticipati. Non solo: garantiamo che sarà possibile avere rimborsi anche per un solo pasto consumato. È stata subito cancellata la regola in base alla quale le famiglie potevano essere rimborsate solo se il bambino mancava da scuola per almeno 10 giorni».
Con queste notizie, stamani l'assessore Buonriposi si presenta alla riunione congiunta delle commissioni istruzione e sociale: è in programma l'esame delle nuove tariffe, riviste e corrette alla luce dei correttivi reclamati dall'opposizione, ma anche da parte della maggioranza. Secondo l'assessore, questo sarà l'ultimo confronto sulle mense: se la commissione esprimerà il proprio parere, infatti, la delibera (con i cinque scaglioni) già nel pomeriggio potrebbe essere messa in votazione in giunta. Oppure, se questo non fosse possibile, la pratica sarà discussa martedì prossimo, anche se il parere della commissione fosse contrario.
Di sicuro - sottolinea Donatella Buonriposi - non ci sarà un nuovo passaggio in consiglio comunale. Le tariffe le voterà la giunta. La questione da sciogliere, dunque, stamani riguarda le cinque fasce di reddito individuate per l'applicazione delle tariffe. Parte della maggioranza, infatti, reclama chiarimenti sui redditi Isee in base ai quali le famiglie dovranno pagare il servizio di refezione scolastica.
Soprattutto il Pdl che fa capo a Maurizio Dinelli, vuole capire a quali redditi Irpef (reddito da lavoro o da pensione, in sostanza) corrispondano le fasce Isee, per avere garanzie che chi ha meno possibilità paghi meno la mensa: «Questo principio - insiste Donatella Buonriposi - è assicurato. Il servizio verrà pagato in base alle reali possibilità delle famiglie.
Ora, ci sono stati chiesti dati specifici sui redditi, ma non siamo certo in grado di dare informazioni di questo tipo per ogni famiglia. Anche perché, al momento, non sappiamo né quante né quali famiglie chiederanno di poter utilizzare la mensa scolastica. Tuttavia, ai consiglieri sono già state fornite proiezioni ricavate dai dati dei nidi: le cifre non sono precise al 100%, ma di sicuro sono attendibili».
Da qui stamani si parte per il confronto decisivo sulle nuove tariffe. Con una certezza, fra tante questioni ancora da definire nei dettagli: «che si pagherà quello che si mangia - assicura Donatella Buonriposi - e soprattutto che non ci saranno pagamenti anticipati. Non solo: garantiamo che sarà possibile avere rimborsi anche per un solo pasto consumato. È stata subito cancellata la regola in base alla quale le famiglie potevano essere rimborsate solo se il bambino mancava da scuola per almeno 10 giorni».
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