La manifestazione
LINTERVENTO
Città bloccata dalla paralisi della maggioranza
Alessandro Tambellini (capogruppo Pd)
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Che l'emendamento proposto dal consigliere Petri sul Piuss sia rimasto alla fine isolato non deve far pensare ad una ritrovata compattezza del centro-destra. Innanzitutto perché i due gruppi del Pdl marcano più che mai le differenze, con la pretesa di un chiarimento politico che potrebbe avere sviluppi potenzialmente dirompenti nel caso che gli organismi di partito dichiarino di essere rappresentati dagli uni piuttosto che dagli altri. In secondo luogo, perché dal malumore è attraversato anche l'Udc che vede sottostimato il suo peso politico all'interno di equilibri sempre più precari per le contese nel partito di maggioranza realativa. In terzo luogo perché le differenti posizioni sul Piuss ricalcano prese di distanza rispetto all'amministrazione (sui parcheggi, per esempio) già presenti in passato, che oggi vanno ad aggiungersi alla spaccatura sulle tariffe delle mense scolastiche, alle perplessità dichiarate sull'operato delle società partecipate (Itinera), all'annuncio di voler rimandare a settembre (che poi sarà ottobre) la discussione in aula della variante urbanistica, perpetuando un ritardo, rispetto alle incongruenze emerse nel 2008 nella pianificazione. Se la giunta Favilla non ha mai brillato per speditezza dall'inizio dell'anno l'azione amministartiva è sostanzialmente bloccata. Il fatto è che questa città ormai è ferma dalla fine del 2005. Da anni si assiste all'incapacità della classe politica, che ha avuto ed ha ancor oggi responsabilità di governo, di assumere scelte fondamentali per modificare una programmazione territoriale rivelatasi disastrosa, per rinnovare le infrastrutture, per la definizione dei nuovi standard dei servizi. Ma con un contesto intorno che corre a ritmi velocissimi, un quinquennio di sostanziale inerzia politica rischia di tagliar fuori la realtà lucchese dal resto che ci sta intorno e che sceglie ed opera per darsi indirizzi operativi. Mentre la maggioranza è impegnata coi "rimpasti di giunta" e con i vari tentativi di occupare i posti che contano, la città dovrebbe riflettere sui guasti determinati dall'inerzia, dalle condizioni che ne sono alla base e che l'hanno provocata ed interrogarsi se non esistano altri modi di rappresentare la vita istituzionale, dandosi con coraggio prospettive nuove per il governo.
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