La manifestazione
L'Ascom non va in Comune
◗
Una riunione dellAscom (Vip) Commercianti arrabbiati per gli attacchi dell'assessore Chiari
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Non è piaciuto ai commercianti l'attacco del Comune. In particolare dell'assessore al centro storico, Marco Chiari. E, così, stamani i vertici politici di Ascom non parteciperanno all'incontro (già fissato da tempo) con il Comune. Manderanno un funzionario per non restare indietro, ma prima di riprendere le comunicazioni su scelte e strategie Ascom aspetta chiarimenti dal Comune (leggi: una presa di distanza da Chiari) e l'esito della giunta dell'associazione. Per questo, finora non ci sono stati commenti ufficiali all'attacco dell'assessore che accusa la categoria di protestare molto e fare poco. Da parte sua Chiari non intende fare alcuna retromarcia, nè alcuna smentita. Quanto riportato dal nostro giornale era quanto espresso dall'assessore: parola dopo parola. Quindi, non ci saranno dietrofront. Anzi, se lo scontro dovesse acuirsi Chiari potrebbe far partire nuovi siluri alla categoria. «La linea dell'Ascom - afferma Giovanni Martini, della commissione centro storico - è di non pronunciarsi fino a quando non si sarà riunita la giunta. Tuttavia, alcune questioni devono essere chiarite da subito, anche per rispetto ai nostri associati. I vertici di Ascom non vogliono più portare idee e progetti all'amministrazione comunale fino a quando non sapremo che cosa vuol fare il Comune con noi. E i progetti da vagliare sarebbero molti, viste le idee prodotte dalla commissione del centro storico insieme al consorzio Città di Lucca e al consorzio turistico, tutte articolazioni interne all'Ascom». In sostanza - specifica Martini - «se il pensiero dell'amministrazione comunale coincide con quello di Chiari è inutile portare avanti il confronto. Se, invece, quello dell'assessore è uno sfogo isolato, allora la questione cambia. Da parte nostra non è mai mancata la fiducia nell'amministrazione comunale, ma ora è necessario capire quello che è successo». Ascom, in pratica, si aspetta che Palazzo Orsetti sconfessi Chiari, anche se non lo dice apertamente. «Di sicuro - conclude Giovanni Martini - l'assessore non doveva fare quell'uscita. Non dopo aver girato, proprio insieme a me, tutto il centro storico, aver parlato con i commercianti, aver registrato lo stato di difficoltù del settore. Chiari sa bene, perché l'ha visto, che oggi è difficile arrivare a fine mese e mantenere i posti di lavoro in questo settore. Ecco perché ci ha colto di sorpresa il suo attacco. Io sono amareggiato, ma questo non significa che i rapporti con il Comune siano rotti: c'è solo bisogno di un chiarimento per riprendere il confronto».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
