Il Tirreno

Lucca

Pena condonata ai responsabili di un’agenzia di pratiche auto che avrebbe causato un’evasione milionaria

Tre patteggiamenti per le immatricolazioni false

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 LUCCA. I responsabili di un'agenzia di pratiche auto e alcuni rappresentanti di autosaloni della Lucchesia e della Versilia sono finiti nei guai per un giro di falsificazioni di certificati di immatricolazione auto in grado di trarre in inganno anche gli uffici periferici delle ex Motorizzazioni Civili Terrestri di Lucca, Massa, Pistoia e Milano. In quel modo, stando all'accusa, venivano sottratti al fisco svariati milioni di euro d'imponibile e di Iva. Gli episodi contestati vanno dal 2004 all'inizio del 2006 e furono accertati dalla Guardia di Finanza.  L'altra mattina in tribunale, il promotore, il rappresentante legale e uno dei soci dell'agenzia di pratiche auto «2M Auto» con sede a Capannori - tutti accusati di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico - hanno patteggiato la pena e sono usciti dal processo. Si tratta rispettivamente di Fabrice Di Salvo, 37 anni, residente a Lucca, 2 anni e 8 mesi di reclusione; Mauro Melosi, 50 anni, di Guamo, 2 anni di reclusione e Francesco Chieffallo, 32 anni, di Massa Macinaia, due anni e 4 mesi di reclusione. Per tutti la pena è condonata visto che per i reati commessi fino al 2 maggio 2006 - nella misura non superiore ai tre anni per le pene detentive e a 10mila euro per quelle pecuniarie - l'allora governo Prodi concesse il beneficio dell'indulto.  La storia La vicenda trae origine dall'importazione dall'estero di auto straniere su cui va pagata interamente l'Iva che invece viene versata soltanto sul margine di guadagno per le auto seminuove o a chilometri zero. Stando alle fiamme gialle la società di pratiche auto «2M Auto» in veste di fiduciaria degli uffici periferici del Dipartimento dei Trasporti Terresti (la vecchia Motorizzazione Civile) certificava di aver assolto gli obblighi Iva (facendo passare auto «usate» per auto nuove) sull'acquisto di vetture destinate a punti vendita multimarche. Presupposto essenziale per l'immatricolazione.  Controlli e denunce Le Motorizzazioni coinvolte si sarebbero fidate delle attestazioni dell'agenzia di Capannori. La Compagnia della Guardia di Finanza invece nell'ambito di un controllo mirato prese in esame proprio la società in questione scoprendo un'evasione - tra il 2004 e il 2005 - di quasi 2 milioni d'imponibile e circa 500mila euro d'Iva oltre all'omessa presentazione della dichiarazione dei redditi per il 2004. Non solo. Durante l'indagine i militari verificarono l'occultamento e la distruzione di parte della contabilità della «2M Auto». Nel processo sono coinvolte altre 9 persone.

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