Il Tirreno

Lucca

La bacia con la forza, condannato

Luca Tronchetti
La bacia con la forza, condannato

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Costano caro al focoso ristoratore due baci sulla guancia alla giovane ed avvenente cuoca: un anno e otto mesi di reclusione (pena sospesa) e un risarcimento danni che sfiora i cinquemila euro. È quanto stabilito dal tribunale (presidente Carlo Annarumma, a latere Letizia Di Grazia e Riccardo Nerucci) nei confronti di un sessantenne gestore di un ristorante accusato di violenza sessuale nei confronti di un'ex dipendente poco più che trentenne.

IL RACCONTO Agosto 2008. Una calda serata d'estate sta per terminare in un ristorante sulle colline della Lucchesia. L'avvenente cuoca - alta, mora e formosa - è intenta a spazzare il magazzino adiacente al salone centrale dopo aver terminato il suo lavoro. Sono le 23 e nel locale c'è ancora qualche cliente, ma ormai la cucina è chiusa e la saracinesca sta per essere abbassata. Stando agli inquirenti il gestore del locale si avvicina di soppiatto alla giovane donna che lì per lì non si accorge della sua presenza. L'afferra da dietro e cerca in tutti i modi di baciarla sulla bocca. Lei reagisce, si difende, si gira di scatto e gli impedisce il contatto. Ma il ristoratore, stando all'accusa, è in preda ad un raptus sessuale. E non si da per vinto. Cerca di immobilizzare la vittima prendendola per il braccio sinistro. Glielo torce e le procura un vistoso ematoma. Nell'eccitazione riesce soltanto a dare due baci sulla guancia prima che lei si divincoli, esca di corsa dal locale, salga in macchina e fugga via per tornare a casa dal marito.

LA DENUNCIA È terrorizzata e in lacrime quando racconta al coniuge cos'è accaduto. Si consiglia con lui e decide prima di tutto di licenziarsi dal ristorante. Poi va al pronto soccorso per farsi medicare. Oltre alla contusione al braccio c'è anche un problema all'orecchio sinistro. Infine il 15 settembre la giovane donna si presenta in questura e racconta la sua verità. L'esposto-denuncia circostanziato e comprensivo di referto medico viene inoltrato in procura. Inizia così l'inchiesta. Il ristoratore indagato - sentito dalla polizia alla presenza del suo legale - nega ogni addebito. Sostiene che si è trattato di un malinteso e che non era sua intenzione causare problemi alla dipendente. Ma il magistrato non gli crede e il sessantenne viene rinviato a giudizio con l'accusa di violenza sessuale nell'ipotesi più lieve. Dopo alcune udienza arriva la sentenza di condanna.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web