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Lucca

Dubbi sull'inquinamento dei materiali scavati

Dubbi sull'inquinamento dei materiali scavati

«Servono analisi e bonifica di un sito dove si è prodotto gas per un secolo»

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 LUCCA. Allarme inquinamento per il materiale scavato nell'area Gesam, dove è in costruzione un centro commerciale e direzionale. Lo lancia il laboratorio di urbanistica partecipata di S. Concordio che ha anche presentato un esposto all'Arpat. «L'area Gesam è stata per oltre un secolo - scrive il Laboratorio - occupata dall'attività della produzione del gas, con gasometri e depositi all'aria aperta di carbone. Era presumibile un possibile inquinamento "storico" che avrebbe dovuto suggerire di adottare le procedure di legge per la bonifica dei siti potenzialmente inquinati». Anche perché - insiste il Laboratorio - fin dall'aprile 2009, quando sono iniziati sbancamento e movimenti di terra «si sono sentiti nella zona attorno al cantiere forti esalazioni di idrocarburi». Il laboratorio, nell'esposto all'Arpat ha chiesto «se vi era stata una corretta gestione dei terreni potenzialmente inquinati». Il 23 giugno l'Arpat ha chiesto al Comune «se siano stati fatti gli accertamenti e attivate le procedure di bonifica». Il Comune ha replicato di aver attivato a giugno 2009 il procedimento amministrativo per potenziale contaminazione storica del sito, chiedendo all'attuale proprietario e al responsabile del presunto inquinamento (Italgas) di attivare le procedure di bonifica. Ma a oggi non si sa se qualcosa sia stato fatto».

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