Il dolore
Esclusa larea che ha ottenuto il 32% dei consensi allultimo congresso: eletti Profetti, Cecchini, Rossi e Lo Zopane
Segreteria di maggioranza, la Cgil si spacca
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Rosanna Rosi segretaria della Cgil Braccini contro la Rosi: «Si è assunta la responsabilità di rompere il sindacato»
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LUCCA. Spaccatura nella Cgil provinciale. Ieri è stata eletta una segreteria sindacale esclusivamente di maggioranza, escludendo l'area programmatica «La Cgil che vogliamo» che all'ultimo congresso aveva ottenuto il 32% dei consensi. Una frattura che quest'area addebita alla segretaria provinciale Rosanna Rosi e che mina l'unità del sindacato in una fase delicata. Della segreteria fanno parte ora Enrico Profetti, Franco Cecchini, Giovanni Rossi e Giovanna Lo Zopane. «Mentre il congresso provinciale della Cgil del 4 e 5 marzo si era concluso unitariamente con l'elezione pressoché unanime della segretaria - dice Massimo Braccini, coordinatore dell'area "La Cgil che vogliamo", ieri la segretaria della Cgil di Lucca ha sancito una pesante rottura, decidendo di eleggere una segreteria esclusivamente di maggioranza. «La segretaria - aggiunge Braccini - di fatto, si assume la responsabilità politica di rompere l'unità della Cgil, non spiegando se questa scelta è frutto di pressioni esterne, o della sua incapacità di trovare soluzioni unitarie, così come previsto dallo statuto della Cgil. L'unità della Cgil e quindi il governo unitario dell'organizzazione, rappresentano la richiesta che i lavoratori sia durante la fase congressuale che oggi, continuano a porre ai suoi dirigenti, che hanno il dovere di ricercarla fino in fondo». Secondo Braccini il pluralismo delle idee e delle posizioni ha sempre rappresentato una ricchezza per la Cgil della provincia, ed è stato fino ad oggi valorizzato. «Con la rottura operata invece - spiega - si fa arretrare la Cgil e non si rispetta il mandato dei lavoratori. In una fase come questa, in cui i lavoratori anche nella nostra provincia subiscono i colpi della crisi e l'attacco ai diritti e alle tutele fondamentali, troviamo irresponsabile che i dirigenti della maggioranza della Cgil escludano dal governo dell'organizzazione un pezzo significativo della Cgil stessa, tra l'altro rappresentativo dei lavoratori delle più grandi aziende della provincia». L'area programmatica denominata "La Cgil che vogliamo" dice di essere contro ogni forma di autoritarismo e di divisione, vuole una Cgil che dica no con nettezza ai ricatti e alle minacce «come ha fatto la Fiom sulla vicenda di Pomigliano, che dia continuità alla mobilitazione contro la politica economica del Governo, gli attacchi di Confindustria e gli accordi separati che riducono salari e diritti». La segreteria della Cgil è stata eletta alla seconda votazione, resasi necessaria per la mancanza della maggioranza qualificata richiesta dalle regole statutarie, riportando 46 voti a favore su 82 componenti del direttivo. «La Cgil che vogliamo - chiude Braccini - comunque continuerà la propria battaglia dentro la Cgil, nel ruolo di opposizione all'attuale segreteria, a difesa del pluralismo interno e della democrazia, per il governo unitario che è condizione necessaria per difendere il lavoro e i lavoratori».
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