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Lucca

Non passa un emendamento di Petri contrario all’opera nell’ex Manifattura

Scontro sul centro sociale

Il consiglio comunale
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Il consiglio comunale

I colleghi del gruppo Pdl di Fava votano con l'opposizione

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 LUCCA. Oltre venti minuti di sospensione della seduta, qualche imbarazzo e una votazione che ha diviso il Pdl a 11 consiglieri guidato da Lido Fava.  Alla fine non passa l'emendamento presentato da Fabrizio Petri contro la realizzazione del centro per il disagio sociale all'interno della Manifattura, ma rischia di lasciare qualche strascico politico perché il consigliere è stato lasciato solo dai i suoi colleghi di gruppo che, insieme all'opposizione, hanno votato contro la sua proposta.  Forse il voto contrario è dovuto al fatto che, se l'emendamento fosse stato approvato, sarebbe decaduto l'intero progetto per la Manifattura. Con Petri, però, hanno votato i "dissidenti del Pdl", quelli guidati da Maurizio Dinelli.  «Non sono contrario alle case popolari e a un centro per il disagio sociale - spiega Petri in fase di presentazione - ma ritengo che siano necessarie aree più idonee per progetti di alta qualità. Già nel 2009 avevo presentato un ordine del giorno per chiedere al Comune di procedere alle gare d'appalto dei progetti Piuss escludendo il centro per il disagio giovanile che non è compatibile con le altre destinazioni (turistico, ricettive, culturali) previste alla ex Manifattura. È, impensabile, ad esempio, prevedere un centro di questo tipo a fianco a un hotel a 5 stelle. Oltretutto stralciando il solo centro per il recupero del disagio non solo non si inficia il progetto sulla Manifattura, ma si fanno anche risparmiare al Comune 800mila euro da investire in una struttura che poi verrebbe gestita dalla Provincia. Infine, non ci dobbiamo dimenticare che questo centro non era previsto nel programma elettorale di Favilla».  Del voto contrario a questo emendamento sono sorpresi anche Marco Andreoni e Benedetto Stefani (Pdl a 7): «Il 29 aprile la maggioranza aveva approvato all'unanimità un ordine del giorno per chiedere di non realizzare quel progetto all'ex Manifattura e ci siamo stupiti quando il dirigente, architetto Mauro Di Bugno ci ha informati che il progetto era stato portato avanti ugualmente e che adesso non poteva essere stralciato. In questo modo - aggiunge - è evidente che esiste un problema politico nei rapporti tra maggioranza e giunta che resta irrisolto. Infatti sull'evoluzione di un progetto così controverso, gli assessori non hanno ritenuto importante informare la propria maggioranza». A.P.

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