Il Tirreno

Lucca

In trappola dopo il colpo al Catelli

Domenico Tani
In trappola dopo il colpo al Catelli

Con l'aiuto della gente di San Vito arrestato un componente della banda dei bar

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 LUCCA. La banda dei bar finisce in trappola. Dopo una ventina di colpi andati in porto stavolta uno dei malviventi viene arrestato mentre altri tre fuggono abbandonando buona parte della refurtiva. La polizia adesso è sulle tracce dei malfattori mentre stamani, davanti al giudice, si terrà l'udienza di convalida e il processo con rito direttissimo del trentenne rumeno trovato senza documenti e arrestato dagli agenti di una volante con l'accusa di concorso in furto pluriaggravato e ricettazione della macchina - una Fiat Punto bianca - risultata rubata. I ladri hanno preso di mira lo storico bar-ricevitoria Catelli al tondo di San Vito senza fare i conti con il sistema d'allarme - subito scattato e collegato con le forze dell'ordine - e con uno dei dipendenti del locale che, dimostrando coraggio da vendere, svegliato dalla sirena dell'antifurto è uscito di casa armato di un bastone e si è trovato di fronte i banditi.  NOTTE DI PAURA  Sono le 3.50 quando scatta l'allarme alla ricevitoria Catelli. In azione c'è la banda dei bar. Quattro individui incappucciati - tutti rumeni di età compresa tra i 25 e i 30 anni - sfondano la vetrage sul lato sinistro della porta d'ingresso utilazzando il coperchio di un tombino. Obiettivo: i biglietti della lotteria istantanea, il denaro delle slot machine e i contanti nei cassetti. In pochi minuti, quelli necessari prima dell'arrivo di polizia e carabinieri, la possibilità di ripulire il locale impossessandosi di oltre 15mila euro. I ladri però non sanno che nella villetta adiacente al bar abita uno dei dipendenti del Catelli. Che, svegliatosi d'improvviso per il suono assordante della sirena, decide di andare a vedere cosa accade fuori.  FACCIA A FACCIA  «Ho visto uno dei banditi a 15 metri di distanza. - racconta il dipendente del bar - Aveva il cappuccio calato sul volto e si è fermato per un istante guardando verso di me. Urlava, gesticolava come per attirare l'attenzione». Infatti, pochi secondi dopo, sono comparsi dall'interno del bar altri due componenti la gang. Anche loro incappucciati. «Ero armato di bastone, ma loro erano in quattro. Così ho deciso di tornarmene a casa attendendo l'arrivo della polizia».  FURTO E FUGA  Ma quella visita imprevista costringe i malviventi ad accellerare le operazioni. S'impossessano di «Gratta e Vinci» da 2,3,5 e 10 euro e di un cassetto del registratore di cassa con denaro contante per un valore complessivo di oltre 11mila euro. Non riescono invece a scardinare le macchinette cambiasoldi dei videopoker. Con il prezioso bottino salgono sulla Punto bianca e partono a forte velocità proprio mentre in lontananza si sente il suono della sirena di una volante. La fuga dura poche centinaia di metri. La macchina va a sbattere contro un marciapiede in viale Sardegna a San Vito e il conducente non riesce a proseguire. I quattro escono precipitosamente dall'abitacolo dell'utilitaria prendendo ciascuno parte del bottino. Ma gli agenti della volante sono già sulle loro tracce. E la gente, svegliata dal trambusto misto all'afa, dalle finestre delle case assiste alla caccia al ladri indicando ai poliziotti la posizione di uno dei malviventi. Per fermarlo gli agenti sparano alcuni colpi di pistola a scopo intimidatorio. Una volta bloccato al ladro vengono trovate indosso banconote di vario taglio, arnesi da scasso e biglietti del «Gratta e Vinci» per 11mila euro. Gli altri tre malviventi la fanno franca fuggendo tra i campi.

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