Il Tirreno

Lucca

Commerciante d'auto nei guai per usura

Usura: nuova inchiesta della Guardia di Finanza
◗
Usura: nuova inchiesta della Guardia di Finanza

Per la Finanza praticava tassi d'interesse tra il 117 e il 150 per cento

2 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. L'autosalone serviva come paravento per praticare l'usura con tassi d'interesse compresi tra il 117 e il 150 per cento. Nei guai è finito il titolare di una rivendita d'auto - 60 anni, residente a Porcari - denunciato dalla Compagnia della Guardia di Finanza, guidata dal capitano Di Filippo, con l'accusa di usura ed esercizio abusivo del credito. Tre gli episodi contestati dalla procura - l'indagine è diretta dal sostituto procuratore Piero Capizzoto - e tutti riconducibili a un'unica vittima: un pensionato di 62 anni residente in Lucchesia. L'uomo, stando all'accusa, per ottenere un prestito di 7.500 euro in contanti aveva consegnato al titolare dell'autosalone la propria Mercedes classe A usata del valore di 15 mila euro. Il commerciante, lo scorso gennaio, gli aveva fatto firmare una scrittura privata con la quale il pensionato s'impegnava a restituire entro un mese 8.200 euro. Un'ulteriore clausola prevedeva che, qualora il prestito non fosse stato restituito alle condizioni imposte, l'usurato avrebbe perso la sua Mercedes. Scaduto il termine pattuito il pensionato non è stato in grado di restituire gli 8.200 euro e la macchina è stata venduta dal titolare dell'autosalone che ne ha trattenuto il ricavo.  Ma, stando alle fiamme gialle, alla presunta vittima dell'usura la lezione non è servita. Avendo bisogno di soldi e non potendo usufruirne attraverso gli istituti di credito il pensionato è tornato alla carica con il commerciante effettuando un'operazione analoga. Nel mese di febbraio ha lasciato a garanzia l'autovettura della moglie - una jeep Cherokee usata del valore di 13 mila euro - per avere un finanziamento di 5mila euro. L'operazione, stando ai finanzieri, prevedeva il riacquisto della macchina entro un mese a un prezzo pari a 5.500 euro. In caso contrario il commerciante d'auto avrebbe venduto il fuoristrada consegnando al pensionato soltanto duemila euro. Alla scadenza del termine la vittima ha chiesto, inutilmente, di procrastinare la data per il rimborso del prestito dichiarandosi disposto anche ad accollarsi un aggravio della somma da restituire. Ma è stato tutto inutile. A quel punto, disperato, si è rivolto alla Finanza. Sono in corso accertamenti per capire se il rivenditore abbia tenuto lo stesso comportamento anche con altri clienti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa