Il Tirreno

Lucca

Clima teso tra i due gruppi del Pdl

Alessandro Petrini
Maurizio Dinelli capogruppo del Pdl “dei 7”
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Maurizio Dinelli capogruppo del Pdl “dei 7”

Non si sa ancora chi in consiglio può usare il nome Popolo della Libertà

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 LUCCA. La nuova disposizione in aula dei consiglieri non mitiga la tensione tra i due gruppi del Pdl e l'aver trovato i cartellini identificativi con su scritto "Pdl 7" e "Pdl 11" non ha aiutato a smorzare i toni. Chi si aspettava che nel consiglio comunale di giovedì sarebbe stata trovata una soluzione alla questione tutta lucchese dei due gruppi consiliari del Pdl è rimasto deluso.  Ma il presidente del consiglio Marco Agnitti, che fa parte del Pdl con 11 consiglieri, si è preso l'impegno di prendere una decisione per il consiglio della prossima settimana.  Ma non sono mancati i toni forti fin dalla fase delle raccomandazioni quando il capogruppo del "Pdl 7" Dinelli ha chiesto il rispetto del regolamento in modo da avere una seduta regolare e ha ricordato di non aver mai ricevuto alcuna lettera di uscita dal gruppo da parte dei consiglieri Fava, Baccelli, Martinelli e Petri che sono confluiti nel Pdl composto da 11 consiglieri, ma che - ha detto - «a termini di regolamento non possono essere accettati come componenti di un altro gruppo finché non danno una comunicazione ufficiale all'aula. In più c'è la questione del nome e bisogna fare chiarezza su chi possa utilizzarlo».  Una questione sollevata a poco a poco anche da tutti gli altri del gruppo di Dinelli, con qualche momento di attrito tra Lotti e lo stesso presidente Agnitti. Per tutti è una questione pregiudiziale e si minaccia di non partecipare alla seduta.  La prima ad alzarsi è Giuliana Baudone, per la quale «le cose protocollate vengono messe in visione e da tempo si sapeva di dover risolvere questo problema in consiglio».  Gli altri invece restano e alla fine è la segretaria comunale a dirimere la questione: il problema da risolvere non è tale da inficiare la regolarità e la composizione del consiglio e dello svolgimento dei lavori e a decidere sull'intera vicenda sarà il presidente del consiglio che formulerà una risposta scritta da leggere in occasione della prossima seduta di consiglio.  Molto più tranquillo invece il gruppo del Pdl composto da 11 consiglieri: «Siamo stati importanti in questo gruppo dal comitato provinciale e dalla direzione regionale del partito - ha detto Franco Fabbri -. Il nostro è il gruppo politico che fa riferimento al partito nazionale che ha preso scelte vincolanti per quanto riguarda la nostra posizione».  Sula vicende del centrodestra prende intanto posizione il segretario comunale del Pd, Nicola Pardini: «I teatrini del Pdl 7 e del Pdl 11, la qualità infima delle argomentazioni dei consiglieri comunali e circoscrizionali di centro destra, la preoccupazione continua di occupare posti e non di occuparsi della città, l'impossibilità di sostituire assessori incapaci perché senza quel posto diventerebbero disoccupati, la cementificazione continua e il non rispetto delle regole lasciano l'amaro in bocca e fanno orrore alle persone che amano Lucca. Bene fanno le associazioni di categoria a evidenziare questo degrado e bene ha fatto la Confesercenti a denunciare una situazione del centro storico che è stato ed è depauperato delle sue funzioni storiche ed è svenduto al miglior offerente, con assenze di idee e progettualità. Un caso per tutti è quello del Mercato del Carmine, per il quale Polis Spa stava studiando e programmando un recupero che avrebbe valorizzato la funzione storica di mercato della città rendendo questa struttura sinergica e vitale con il centro storico e fuori dalle Mura; ma ciò era pericoloso e quindi l'amministrazione comunale ha deciso di fare una gara e svendere la proprietà».

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