Il dolore
Negozianti capaci solo di piangere
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Turisti in piazza dell’ Anfiteatro e l’assessore Marco ChiariL'assessore Chiari: «Dall'Ascom mai una proposta per la città»
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LUCCA. L'attacco è durissimo. Una serie di uppercut sul volto dei commercianti. Accusati da Marco Chiari, che parla nelle vesti di assessore all'arredo urbano, di non offrire il minimo contributo alla crescita culturale, sociale ed economica della città. Assessore, cosa rimprovera ai negozianti? «D'essere capaci solo di protestare, senza mai proporre niente di concreto. Solo lamentele, continue per di più, su tutto. E questo nonostante l'indiscutibile impegno delle amministrazioni di centrodestra (giunte del sindaco Fazzi prima e giunta del sindaco Favilla ora) a favore di Lucca». Vale a dire? «Basta pensare alle riqualificazioni urbanistiche delle piazze Napoleone, S. Frediano, S. Francesco, S. Giovanni, Cittadella, del Palazzo Dipinto. O al censimento degli arredi di piazza Anfiteatro. Il Comune, dal 1998 a oggi, ha investito soldi e energie. Dai commercianti non ha avuto nulla in cambio». Lei cosa si aspettava? «Una collaborazione vera, autentica, per far progredire la città. Proposte, suggerimenti, iniziative. Ma non è mai arrivato nulla. Ho scritto un mio personale libro su quanto fatto in questi anni dall'amministrazione: è pieno di pagine scritte fitte. Un libro su quanto fatto dai commercianti sarebbe al contrario desolatamente vuoto». Faccia capire cosa dovrebbero fare i negozianti. «Autotutela, per esempio. Collaborando con noi per impedire il transito assolutamente selvaggio dei furgoni che trasportano le merci e che nonostante i divieti continuano a transitare a tutte le ore. Chi ha un negozio dovrebbe fare la sua parte per evitare questo degrado, invitando i corrieri a fare le consegne nelle ore stabilite. Invece ognuno fa da sé». Il presidente Cordoni contesta alcune scelte del Comune. «Dice che non c'è sinergia tra noi assessori. Ma è una falsità. Noi facciamo un lavoro di squadra per il bene dei cittadini, l'Ascom pensa solo al proprio profitto, opera in modo egoistico, non si occupa della società lucchese, non propone. I commercianti sono sempre lì a chiedere sconti per il suolo pubblico. Stop. All'Ascom è mancata una guida, come si vede dal fatto che non ha mai presentato un progetto per la città. Tutti bravi a fare soldi, nessuno capace di dire "mettiamoci le mani in tasca e tiriamo fuori un po' di euro per finanziare manifestazioni". Macché. Zero su tutto il fronte anche per le questioni relative ad arredi, infissi, insegne. Non c'è mai stato neppure un timido inizio di partecipazione alla vita cittadina. Così non va bene. Come non va bene pensare che Lucca sia solo piazza Grande o piazza del Giglio. Vogliamo far vivere anche le altre zone del centro storico: la categoria dei negozianti ha qualche idea in proposito? Lucca è una delle poche città con un saldo turistico positivo. Ma attenzione: se i commercianti non garantiscono qualità, il trend potrebbe purtroppo cambiare».
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