Il Tirreno

Lucca

La Confesercenti accusa il Comune di non fare nulla per arginare il trend negativo

Centro storico sempre più degradato con poca qualità e troppe paninerie

Centro storico sempre più degradato con poca qualità e troppe paninerie

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Centro degradato, con sempre meno negozi di qualità e troppe paninerie. Troppo cemento e troppo poco turismo congressuale. Il Comune attacca i commercianti, ma i commercianti attaccano il Comune. Confesercenti - tramite il presidente Giuliano Cesaretti - accusa Palazzo Orsetti di non far nulla per arginare «i segnali negativi che cogliamo da mesi». COMMERCIO. Cesaretti parte dall'osservazione che «il centro storico si sta trasformando, giorno dopo giorno: spariscono funzioni direzionali, chiudono storiche attività commerciali, subentrano paninerie, fast food, "alimentari" di piccole dimensioni, che con il suolo pubblico si espandono anche nelle piazze.

La giunta - la stessa che tuonò contro i "kebab" - non ha saputo o voluto regolamentare un fenomeno che rischia di snaturare l'offerta. Eppure due e tre legislature fa (anche con la stessa maggioranza) si scelse di limitare in città l'apertura di attività artigianali, fast food, paninerie e friggitorie, al di sotto dei 50 metri quadri. Una disciplina cancellata negli ultimi anni e di cui oggi vediamo i funesti effetti». Oltretutto - affonda Cesaretti - è fermo da un anno e mezzo il regolamento dell'arredo urbano che prevede di «limitare l'utilizzo strumentale del suolo pubblico a quelle attività che non essendo pubblici esercizi, non possono espandere la superficie commerciale esterna se non l'hanno anche all'interno. E mentre le regole ferree dell'arredo urbano valgono per i pubblici esercizi che hanno dovuto comprarsi fioriere di "alta qualità", altri continuano con botti abusive e "sgabelli creativi" a rimanere nel regno dell'illegalità ignorata».

I CONTENITORI Manifattura, Carmine e San Francesco - attacca Cesaretti - sono al centro di querelle politiche, finanziarie, giudiziarie ma non di un confronto sull'utilizzo delle strutture. IL CEMENTO Crescono a vista d'occhio le possibilità di aprire nuove attività con la revisione degli strumenti urbanistici. «In poche settimane - osserva Cesaretti - si è messa in piedi una variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico che ha il peso di un nuovo piano, per le quantità di edificazione e per le volumetrie commerciali, direzionali e residenziali che mettono in campo nella periferia della città; al tempo stesso è stato avviato l'iter per un nuovo piano strutturale ed è stato presentato il progetto del nuovo Stadio che da solo, vale nella zona in cui è inserito, in termini di volumetrie, quanto la variante in discussione. I sistemi commerciali satellitari (oggi le Catene, domani viale Einaudi e lo Stadio) risulteranno essere alternativi al centro della città e ai quartieri dei centri commerciali naturali di S. Anna, Giannotti, S. Concordio e l'Arancio».

TURISMO E CONGRESSI Politiche «frammentate»; scelte «inconcluse» su fiere e congressi. Perciò - conclude Cesaretti - scelte nuove «sono quanto mai urgenti. Se vogliamo salvaguardare la lucchesità, l'identità della nostra città, quel carattere che ci rende da sempre competitivi come sistema commerciale e turistico, occorre superare la politica frammentaria degli annunci, occorre riappropriarsi della capacità di programmazione e smettere di delegare la pianificazione del territorio e delle sue funzioni al sistema immobiliare, a società private che cercano di realizzare obiettivi non di interesse pubblico e che sembrano saper proporre solo nuove funzioni commerciali».

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