La manifestazione
Il gestore dovrà pagare un canone, ma per 40 anni potrà riscuotere gli affitti di negozi, locali e hotel
Carmine, gara per il concessionario
Ilaria Bonuccelli
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Il mercato del Carmine e sotto il sindaco Mauro Favilla con Ugo Giurlani, presidente di Polis Il Comune cambia idea e non affida più la riqualificazione a Polis
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LUCCA. Gara d'appalto per affidare la ristrutturazione e la gestione del nuovo mercato del Carmine. In una giornata di mezza estate, il Comune decide di bypassare la propria società immobiliare, Polis spa, e di cercare tramite una selezione pubblica il soggetto che dovrà rilanciare il mercato storico, recuperando l'investimento con una concessione pluridecennale della struttura. In buona sostanza, i privati che otterranno dal Comune l'autorizzazione a trasformare il Carmine in un centro commerciale dotato di negozi, locali e anche di un albergo "charme", potranno gestire il mercato per 40 anni, incassando i canoni di concessione delle varie attività. Questo, almeno, se il consiglio comunale approverà la delibera che lunedì alle 15 verrà discussa in commissione finanze. La commissione prima e poi il consiglio dovranno votare non solo il master plan che definisce come cambierà il mercato, ma anche le procedure di selezione dei privati che potrebbero investire nella struttura. IL MASTER PLAN Dopo «studi e progetti mai attuati» - esordisce il Comune - è stato predisposto il master plan da sottoporre all'attenzione del consiglio comunale «con l'individuazione di attività commerciali (media struttura di vendita, esercizi di vicinato, spazi liberi per il commercio), di attività turistico-ricettive, di locali a servizio delle attività». In sostanza, a piano terra sono previsti negozi fino a 250 metri quadri, una struttura di vendita che potrebbe arrivare anche a 1.499 metri quadri e l'area per i banchi. «Trattandosi di struttura sottoposta a vincoli - scrive il Comune - l'intervento richiederà investimenti tali da richiedere risorse esterne all'amministrazione, sia per far fronte ai costi di riqualificazione che la successiva gestione». IL CONCESSIONARIO In un primo momento - riconosce l'amministrazione - Polis spa ha «manifestato la volontà di farsi carico dell'intervento di riqualificazione e della successiva gestione della struttura, tuttavia il Comune, nel rispetto dei criteri di trasparenza e tutela della concorrenza, attuerà forme di pubblicità dell'iniziativa, allo scopo di verificare l'eventuale presenza di altri soggetti interessati ad avere in concessione l'immobile, per realizzare una struttura commerciale». Con queste parole, il Comune ufficializza l'intenzione di «assegnare un soggetto terzo l'area e la struttura del Carmine, per un periodo massimo di 40 anni, previo pagamento di un adeguato canone, affinché proceda alla realizzazione di una struttura commerciale e ricettiva, in linea con il progetto di massima del master plan». LA SELEZIONE Per individuare chi potrà ristrutturare e gestire il Carmine il Comune pubblicherà un avviso sul proprio sito, all'albo comunale «e in altre forme che riterrà opportune, per sollecitare, valutare, selezionare eventuali manifestazioni d'interesse da parte di soggetti in possesso di adeguati requisiti di capacità tecnica ed economica». Questo significa che imprenditori privati, che ruotano anche intorno all'Associazione industriali, avranno la possibilità di presentare offerte al Comune per il Carmine. LE CONDIZIONI La soluzione proposta dal Comune, che implica la «dismissione definitiva del Carmine come bene del pubblico demanio», prevede: la concessione per 40 anni del mercato a un privato; la riqualificazione (con funzioni commerciali e ricettivo-turistiche) della struttura; il pagamento al Comune (da parte del privato) «di un canone annuo di concessione a decorrere dall'ultimazione dei lavori o di un corrispettivo anticipato da pagarsi in un'unica soluzione alla stipula del contratto di concessione dell'immobile». I COMMERCIANTI ATTUALI Il nuovo concessionario dovrà garantire i diritti dei commercianti che oggi lavorano al Carmine: durante i lavori dovrà «garantire continuità delle attività esistenti e poi dovrà garantire il diritto di preferenza nella locazione dei nuovi spazi o il reimpiego degli operatori del mercato nelle nuove attività che sorgeranno nella struttura». Questo obbligo sarà sancito da una clausola inserita nel contratto di concessione.
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