Il Tirreno

Lucca

A rischio chiusura l'unico ufficio postale di un paese d'anziani

Barbara Antoni
Utenti in attesa in un ufficio postale (archivio)
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Utenti in attesa in un ufficio postale (archivio)

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A Montefegatesi, ultimo abitato sul territorio comunale prima della montagna, 840 metri sul livello del mare, c'è una comunità in subbuglio, perché rischia seriamente di perdere l'unico ufficio postale che ha. Si trova nella piazzetta centrale del paese, ovvero quindici chilometri dal capoluogo comunale e sette da San Cassiano di Controni (l'ufficio postale più vicino), ed è già reduce da una drastica razionalizzazione degli orari di apertura operata da Poste nei primi anni Duemila. L'ufficio, con un solo addetto, è aperto due giorni la prima settimana del mese (quella in cui si pagano le pensioni, e Montefegatesi ha una popolazione prevalentemente anziana: è stato uno dei centri toscani dell'emigrazione) e un giorno soltanto le altre settimane.

Ora, spiegano i cittadini in una lettera accorata (inviata al sindaco, al governatore toscano Enrico Rossi, al presidente della Provincia Stefano Baccelli, al direttore centrale delle poste lucchesi), firmata da oltre duecento residenti compresi gli abitanti di Montefegatesi emigrati a New York, in Florida e nel Massachussets, «apprendiamo addirittura che questo ufficio si vorrebbe chiudere. Una decisione incomprensibile: il servizio funziona bene, cresce e si qualifica la sua attività. Quassù - continuano i cittadini - ci sono attività agrituristiche e ricettive. Ci sono ospiti stranieri pressoché fissi, ci sono attività culturali come il centro di documentazione per la storia dell'emiggrazione e del movimento operaio e contadino, il circolo Arci, le attività parrocchiali, abbiamo ancora il vecchio teatro Ermete Zacconi per riunioni conviviali, ballo, ricreazione».  C'è un altro motivo, si apprende da una serie di ulteriori verifiche, che incide sul futuro dell'ufficio postale di Montefegatesi. È quello del canone di affitto, confermato dai sindacati che si stanno occupando della vicenda (la Slp Cisl), dalla stessa Poste Italiane spa e anche dal sindaco Giancarlo Donati. Il proprietario del fondo che ospita storicamente l'ufficio postale ha infatti deciso di aumentare in modo consistente il canone di affitto.

Poste Italiane spiega che non può permettersi una spesa del genere; infatti la società «ha già disdetto il contratto - viene riportato -. Ne riaccetterà un altro solo se sarà conveniente, altrimenti l'ufficio sarà chiuso». Da ulteriori informazioni raccolte, se non ci saranno novità in merito ad altri fondi e canoni meno onerosi, l'ufficio postale potrebbe già definitivamente chiudere fra ottobre e novembre 2010. Attraverso Renzo Bracci, uno dei suoi responsabili, la Slp Cisl diche che «la chiusura dell'ufficio di Montefegatesi va in tutti i modi evitata, chiudendolo si perde un servizio importante e un pezzo di storia del paese».  Mentre tutti discutevano, il sindaco Donati si è messo in modo. Insieme ad alcuni abitanti di Montefegatesi, racconta, «abbiamo cercato altri fondi adatti ad ospitare l'ufficio postale. Ne abbiamo trovato uno che come l'altro si affaccia sulla piazzetta centrale del paese. Il proprietario ha chiesto un canone molto conveniente. Così ho scritto una lettera a Poste Italiane, contenente l'offerta e tutti i riferimenti. L'ho già inviata, spero proprio che la proposta venga accettata e l'ufficio venga mantenuto. Se scomparirà, la vita sarà molto disagiata per gli anziani del posto».  Poste attende di leggere il contenuto della missiva. La volontà di mantenere l'ufficio c'è, spiegano dall'azienda, ma «è anche vero che per andare in un altro locale dovremo affrontare un trasloco. Accetteremo l'offerta solo se il prezzo dell'affitto sarà molto conveniente».      Case popolari C'è la graduatoria

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