Il dolore
Chiatri, cuore della musica
Ilaria Bonuccelli
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A fianco: lavvocato Lionel Ceresi e una scena dallopera La Fanciulla del West A destra villa Pucchini a Chiatri (foto Jemolo) A villa Puccini centro internazionale di studi per i grandi artisti
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LUCCA. A piedi, o a dorso di mulo. Magari su una di quelle selle «ordinarie e forti, ma senza tutti i fronzoli» che piacciono al Maestro. Su per la strada sterrata, fino alla villa di Chiatri. Per incontrarsi con Giacomo Puccini, nel luogo del destino: la casa dove il Maestro nel 1908, durante qualche settimana di vacanza, compone quasi tutto il primo atto de La Fanciulla del West, prima di affidarla, nel 1910, alla bacchetta di Arturo Toscanini e alla voce di Caruso. Villa Puccini, a Chiatri, luogo degli incontri fatali. Delle ispirazioni. Cento anni fa come oggi, con il proprietario - l'avvocato milanese Lionel Ceresi - che vuole restituire la tenuta all'arte. E trasformarla in una scuola di Alti studi musicali, dove tutti i più grandi musicisti del mondo possano incontrarsi e incontrare le giovani promesse, i talenti. Puccini nel Novecento, una nuova generazione di musicisti nel Duemila. Il 2010 è l'anno giusto per lanciare il progetto: si festeggia il centenario di Fanciulla del West che venerdì inaugura la stagione del festival Puccini di Torre del Lago. E domani sera, nella villa dove ancora «si scorge un incanto: la costa, da Livorno a La Spezia; l'Arno e il Serchio; la Corsica, in tempo chiaro, le isole di Gorgona e Capraia, ed anche la macchia di San Rossore, Migliarino e la macchia lucchese dei Borboni», il festival propone un'anteprima, una cena di gala con concerto "Hello Minnie", dedicato all'opera che nel 1910 conquistò l'America. E che quest'anno, al Metropolitan, a New York, sarà diretta di nuovo da un maestro italiano, versiliese, Nicola Luisotti, reduce dai trionfi (proprio in Fanciulla) di San Francisco. LA GENESI DEL PROGETTO La famiglia Ceresi acquista villa Puccini a Chiatri una decina di anni fa. In un primo momento, l'attenzione è per il borgo di Casanova, alternativa alle vacanze passate a Forte dei Marmi. «Il borgo - spiega Lionel Ceresi - confina con villa Puccini. La mia famiglia lo aveva acquistato negli anni Ottanta e lo aveva interamente recuperato. Una dozzina di anni fa, più o meno, veniamo a sapere che potrebbe essere autorizzata la lottizzazione della villa. Così abbiamo deciso di acquistarla dagli imprenditori che l'avrebbero frazionata. Il nostro scopo era di salvarla e di evitare che un luogo così magico perdesse il suo incanto». Infatti - prosegue Ceresi - «questo è un luogo spontaneamente deputato alla musica. Per tanti motivi». Per la bellezza dei luoghi, che hanno ispirato Fanciulla del West, ma anche (con i dintorni e la vista mozzafiato) alcune parti di Tosca e per il fatto che fu «proprio Puccini a volerla edificare nella proprietà che fu della famiglia Samminiati, la stessa che possedeva anche il borgo Casanova». Il Maestro acquista la proprietà - 18 ettari - nel 1898, con i proventi di Manon Lescaut e de La Bohéme. Poi «fa ricostruire la villa sulla proprietà dei Samminiati, dopo aver tentato inutilmente di acquistare quella dei Ginori a Massciuccoli (sulle sponde del lago). Non a caso, l'ingegner Giuseppe Puccinelli la progetta sul modello di villa La Piaggetta, prevedendo l'utilizzo degli stessi materiali (marmo bianco di Carrara, mattoncini rossi) e lo stesso stile. E tutti i materiali venivano portati a dorso di mulo, perché all'epoca l'accesso era consentito solo attraverso una stradina sterrata». Che il Comune non asfaltò mai per Puccini. LO STATO ATTUALE Da quando la famiglia Ceresi ha acquistato l'immobile, non sono stati effettuati interventi di ristrutturazione. La proprietà è composta dalla villa (di 1000 metri quadri), molto amata da Puccini e assai poco dalla moglie Elvira, e da due fabbricati (per 800 metri quadri), oltre a un parco di 18 ettari. «Puccini - riprende Lionel Ceresi - amava molto questa casa dalla quale si godeva e si gode tuttora una vista mozzafiato: qui aveva il suo belvedere di caccia, gli arbusti per l'appostamento che oggi sono lecci secolari, disposti in cerchio nel giardino della villa, la tranquillità per comporre. E noi vogliamo ricreare la stessa atmosfera». I fabbricati, oggi, sono completamente da restaurare «ma il luogo - sottolinea Ceresi - ha mantenuto intatta la sua bellezza grazie a una serie di circostanze fortunate e anche alla legge. Intanto, l'area dagli anni Ottanta è vincolata dalla legge Galasso sui beni ambientali; inoltre fino a una trentina di anni fa non è stata asfaltata la strada principale di accesso (quella che da Massarosa arriva al mare e a Lucca) e questo ha consentito che non si desse il via a speculazioni edilizie o al turismo di massa. Così il posto è stato salvaguardato». Addirittura anche la strada utilizzata all'epoca di Puccini per portare i materiali da edificazione a dorso di mulo è stata inghiottita dalla vegetazione. «Così per decenni - osserva Ceresi - la strada per Chiatri finiva ai piedi della collina, dove c'era e c'è ancora il garage di Puccini. Per raggiungere la sommità c'erano le gambe o la schiena dell'asino». IL RECUPERO La cena di gala di domani sera - spiega il proprietario - servirà a mostrare la bellezza dei luoghi di Puccini «e a far capire come questi luoghi siano collegati all'arte. Per questo da anni coltivo un progetto di trasformazione della villa di Puccini in un centro internazionale della musica, legato non solo al compositore lucchese, ma a tutti i grandi musicisti. Mentre su questo luogo si stanno portando avanti tesi di laurea e personaggi importanti della musica continuano a venirla a visitare (fra i più recenti anche il presidente e il direttore della Filarmonica della Scala), è maturata l'idea di far incontrare in questo luogo i più grandi musicisti del mondo, le più grandi promesse della musica. Villa Puccini deve diventare un centro internazionale di perfezionamento, una scuola di Alti studi del settore». Oltretutto - evidenzia Ceresi - la vocazione musicale della zona è stata mantenuta viva in questi anni nei quali villa Puccini è rimasta chiusa. «Nel tempo - conferma l'avvocato Ceresi - abbiamo ospitato nel borgo Casanova le prove dei concerti organizzati dall'Associazione musicale lucchese. E tutti i musicisti che sono passati di qua (Lucchesini, Brunello, Simone Bernardini, Simone Soldati) hanno ammesso di esprimere il meglio quando suonano in questi luoghi. Ecco, di questo speciale incanto io vorrei che villa Puccini diventasse il centro, l'ombelico». IL PROGETTO Il recupero della proprietà - ammette Ceresi - ha subito qualche rallentamento «a causa della crisi generale, ma ora dovremo riuscire a sbloccare la situazione, trasformando la villa e gli altri fabbricati in questo centro internazionale della musica, dotato anche di foresteria per i musicisti. La villa è robusta e si presta bene allo scopo». L'incognita sono i finanziamenti che - conferma l'avvocato - «non possono essere solo privati, vista la natura di un centro del genere, destinato a diventare un altoparlante importante per la cultura e Lucca. Quello che posso dire è che finora tutti i soggetti contattati si sono dimostrati non solo disponibili ma anche entusiasti per portarlo avanti».
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