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Lucca

Banca del Monte verso lo sciopero

Un’agenzia della banca
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Un’agenzia della banca

I dipendenti lamentano condizioni di lavoro insostenibili «Troppe pressioni e stress per la vendita dei prodotti»

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 LUCCA. Sala gremita all'assemblea dei dipendenti della Banca del Monte di Lucca, promossa dalle rappresentanze sindacali aziendali di Dircredito, Fiba/Cisl e Fisac/Cgil per discutere sulle condizioni di lavoro nella banca.  L'istituto cittadino fa parte del gruppo Bancario Carige e opera in Toscana, oltre che a Lucca, nelle province di Livorno, Pisa e Pistoia con 23 sportelli e circa 160 dipendenti, i quali hanno subito ultimamente un sensibile peggioramento delle condizioni nelle quali devono lavorare, fino ad arrivare, per molti, ad un punto di esasperazione, come emerso nel corso dell'assemblea.  La banca, nella quale ricordiamo che la Fondazione Banca del Monte di Lucca detiene ancora una consistente quota di capitale, anche nello scorso anno ha conseguito risultati più che positivi, con una crescita costante dei volumi intermediati, nonostante le conseguenze negative, anche per il nostro territorio, della crisi in atto.  «Ciò nonostante, - dicono i sindacati - siamo andati assistendo ad una costante intensificazione delle pressioni commerciali per la vendita dei prodotti alla clientela, con il conseguente aumento delle condizioni di stress per gli addetti e senza riuscire, comunque, a conseguire gli obiettivi di budget assegnati e, quindi, senza erogazione degli incentivi previsti.  «Attualmente nonostante ripetuti solleciti e l'ondata di caldo, in alcune agenzie si è costretti a lavorare del tutto privi di condizionatori dell'aria, mentre in altre sono comunque insufficienti. Continua ad essere, in molti casi, non sufficiente la pulizia dei locali affidata a ditte esterne a condizioni economiche "da fame", con quello che ne consegue per chi deve viverci e lavorarci tutto il giorno».  L'azienda negli ultimi anni ha aperto nuove filiali mantenendo sostanzialmente il solito numero complessivo di dipendenti.  «L'assemblea pertanto - concludono i sindacati - ha conferito mandato alle organizzazioni sindacali per l'apertura immediata di un tavolo di confronto con l'azienda, che porti velocemente alle soluzioni dei problemi più urgenti, in mancanza delle quali i lavoratori intendono far valere i propri diritti con le azioni di lotta che si renderanno necessarie, fino allo sciopero di tutto il personale».

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