Sicurezza
«I vertici comandano senza ascoltare»
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LUCCA. Frecciate da Lucca a Firenze. Bersaglio, ancora una volta, i vertici regionali del Pdl colpevoli, secondo i "dissidenti", da Maurizio Dinelli a Giuliana Baudone, di aver spaccato il partito a livello locale. «I dicktat e le imposizioni - scrive Roberto Lotti, tesoriere del nuovo gruppo Pdl (composto da 7 consiglieri) - non possono sostituirsi alla mediazione e alla ricerca dell'accordo in un partito i cui vertici sono nominati e non eletti democraticamente. Se questi nominati pretendono di comandare senza ascoltare nessuno non c'è poi da meravigliarsi se si assiste a rotture come quella avvenuta in consiglio comunale». Massimo Parisi (coordinatore regionale del Pdl) - ricorda Lotti - era «venuto a Lucca a inizio aprile e dopo tre mesi è tornato pretendendo di imporre una soluzione (sul gruppo consiliare unico) sulla quale erano d'accordo solo lui, Vanda Cervelli (vicecoordinatore provinciale) e pochi altri tra gli ex FI. La dimostrazione è che a marzo c'era un gruppo di 11 consiglieri e adesso il gruppo "imposto e designato con la spada "da Parisi è di nuovo di 11 più il sindaco (a proposito, mi restano i dubbi sulla sua adesione visto che non c'è unità) anziché di 19 come annunciato da Parisi e Vanda Cervelli che nel frattempo è stata nominata nel cda di Sistema Ambiente».
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