Il Tirreno

Lucca

È morto il pediatra Meossi

Il dottor Cristiano Messi, pediatra del Campo di Marte morto ieri a soli 51 anni e un’immagine dell’ospedale dove lavorava
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Il dottor Cristiano Messi, pediatra del Campo di Marte morto ieri a soli 51 anni e un’immagine dell’ospedale dove lavorava

Vinto da una malattia affrontata con serenità e coraggio

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LUCCA. Lo piangono in tanti. Perché era un grande medico e una grande persona. Che lascia davvero un vuoto profondo: tra i suoi cari e tra i suoi piccoli pazienti, che seguiva con tanto amore e dedizione.  Come dovrebbe fare un buon dottore.  Come faceva - con un impegno totale e tanta bravura - Cristiano Meossi, che se ne è andato a soli 51 anni vinto da una terribile malattia che ha affrontato con coraggio e serenità dando fino all'ultimo una lezione di comportamento a tutti.  Oggi alle 16,30 nella chiesa di San Marco sarà officiata la messa funebre.  Il dottor Meossi era nato a Siena il 27 ottobre 1959 ed era cresciuto a Orbetello dove vivono i genitori: il papà Alvaro, anche lui medico, e la mamma Nada, insegnante.  Nel 1983 si era laureato con 110 e lode a Pisa. Si era poi specializzato (sempre con il massimo dei voti) in clinica pediatrica e in neuropsichiatria infantile.  Dal luglio 1988 era in servizio nel reparto di pediatria del Campo di Marte con la qualifica di assistente medico fino al 1993, poi di aiuto corresponsabile.  Dal 1993 era responsabile del Centro multizonale per la prevenzione e la cura del diabete mellito in età evolutiva del Campo di Marte.  Nell'atrio dell'ospedale Campo di Marte si possono vedere le immagini raccolte in vari concorsi fotografici, se si guardano con più attenzione si può vedere come molte di esse, più volte quelle premiate, sono firmate da Cristiano Meossi.  Partecipava da fotografo amatoriale solo ai concorsi indetti dall'Asl.  Al di là della bellezza delle immagini, quelle foto hanno il particolare valore di essere nel luogo per lui fondamentale per il suo impegno di medico.  E tutte esprimono alcuni dei suoi tratti più propri: una sconfinata curiosità e una intelligenza pienamente umana delle cose, un grande amore per tutte le espressioni di vita.  Le sue visite pediatriche non si concludevano senza qualche parola di consiglio e di conforto ai genitori, chiunque fossero e qualsiasi lingua parlassero, dopo aver trattato il bambino sollecitandone tutte le capacità di comprensione per renderlo protagonista della propria guarigione.  Meossi era convinto sostenitore della necessità di fornire un servizio sanitario pubblico di alta qualità e si è sempre dedicato esclusivamente alla sua attività ospedaliera.  La sua passione professionale consisteva anche nel dare spazio al perfezionamento dei suoi strumenti teorici: assieme ai colleghi riteneva infatti parte del suo lavoro il miglioramento delle possibilità di cura del reparto in cui lavorava.  L'impressionante mole di lavoro potrebbe far pensare a chi non lo ha conosciuto che il dottor Meossi sia stato una persona concentrata esclusivamente sugli aspetti di una professione, vissuta con intensità e grande capacità scientifica e di calore umano.  Invece la sua vicenda vede anche altri aspetti.  Meossi aveva imparato a gioire della bellezza in tutte le sue forme più vitali. Velista e amante del mare, con un brevetto di aviazione, sciatore, fotografo, lettore attento di saggistica e di letteratura, curiosissimo viaggiatore.  Per la musica ha coltivato una passione speciale, da esecutore nello studio del pianoforte come la sorella Bonizzella, e da competente ascoltatore di autori classici, jazz e blues.  È stato membro di importanti club e associazioni lucchesi, si è circondato di una larga schiera di amici che hanno potuto contare in ogni momento sul calore della sua accoglienza e della sua competenza.  Nel 1985 ha sposato nella chiesa di San Marco la dottoressa Beatrice Milianti. La coppia ha avuto i figli Paolo, Camilla e Sofia.  In questo ultimo periodo il dottor Cristiano Meossi ha sperimentato l'essere paziente, attraversando anche questa esperienza con la sua forza e il suo apprezzamento per la vita.  Si è sentito sinceramente grato alle persone che lo hanno curato per la partecipazione per l'alta qualità del servizio che ha questa volta sperimentato su di sé negli ospedali di Milano, di Pisa e soprattutto nel suo ospedale di Lucca.  «Non esiste la malattia, esiste la persona malata».  Così diceva e così ha vissuto il dottor Cristiano Meossi.

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