Sicurezza
Polo fiere, è tutto da rifare
Alessandro Petrini
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Il polo fiere Sparisce la spa dei congressi: «Non porta vantaggi»
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LUCCA. Due società e l'obiettivo di diventare un polo fieristico di riferimento per gli eventi di nicchia. Il progetto di rilancio dell'ex Bertolli, però, si sgonfia e a tre anni dai programmi trionfalistici il Comune è costretto alla retromarcia: deve sparire una società (Fiere e congressi) che finora ha prodotto solo debiti e si devono tagliare i costi. Spariti i principali soci privati, sparito (per dimissioni) il manager Paolo Del Debbio, che avrebbe dovuto garantire partner importanti a Lucca, come l'ente fiere di Verona, oggi restano soprattutto i conti da pagare, un programma di fiere che da qui a fine anno vede la struttura impegnata per 17 giorni (i soli 17 giorni del 2010) e un direttore che vanta uno stipendio di circa 6mila euro lordi il mese, oltre a una buonuscita di 150mila euro. Era il luglio di tre anni fa quando il sindaco annunciò di aver assegnato a Polo Del Debbio la delega ai progetti speciali per trasformare Lucca in una città delle fiere. Per quel motivo - e su consiglio di Del Debbio - si decise di creare due società per il polo fieristico in modo da rendere più snello l'ingresso di eventuali soci e mantenere l'immobile di Sorbano di proprietà del Comune: una società immobiliare proprietaria dell'edificio e una per l'organizzazione degli eventi. Invece, tre anni dopo si riparte da zero. Del Debbio se n'è andato nel giugno 2009 senza che la struttura fosse decollata e ora, 13 mesi più tardi, il Comune decide di riunificare le due società per risparmiare sui costi di gestione. Ma per Giuseppe Stancanelli, presidente di Lucca Holding, la spa che controlla le partecipazioni del Comune, non si può parlare di risultato negativo: «Il decollo della struttura è stato ritardato dalla necessità di realizzare certe opere per evitare di dover ottenere l'autorizzazione dell'Asl ai singoli eventi, mancando i requisiti sanitari dell'edificio. Ora invece siamo a posto e da meno di un anno l'immobile è in grado di ospitare manifestazioni vere e proprie». Ma il consigliere del gruppo misto Luca Lucchesi vuole sapere perché se il polo fieristico non poteva lavorare è stato comunque assunto subito Alessandro Dianda come direttore: «Di solito per ingaggiare un pilota si aspetta che l'aereo sia stato finito di costruire». Invece, a Sorbano è arrivato il direttore prima degli eventi: nel 2010 ancora la stagione congressuale non è ancora avviata e prima di dicembre sono solo tre gli eventi in programma: dal 4 al 14 settembre "Lucca in Fiera" (non una manifestazione, ma un trasferimento dall'area delle Tagliate), dal 13 al 15 ottobre il Miac e dal 26 al 28 novembre "Italia Terme e Benessere", due manifestazioni ereditate dal passato. Così per snellire e tagliare i costi si pensa a riunificare le due società: «È cambiata la visione delle cose - riprende Stancanelli - perché sono scomparsi i partner. Avere due società non porta alcun vantaggio ma un raddoppio dei costi di amministratori e personale». Questa - rilancia Favilla - è una decisione «che avevamo in mente da tempo, ma che attendevamo a mettere in pratica per vedere le reazioni dei privati. E invece abbiamo avuto riscontri positivi anche da parte degli enti con l'unica eccezione della Crl, che ha contestati l'operazione con una motivazione che non regge. Dal punto di vista fiscale è una scelta conveniente perché le perdite di esercizio sarebbero recuperate nel bilancio consolidato del gruppo e ci sarebbero parecchi vantaggi. Ma per partire con l'attività fieristica ci vorranno comunque due o tre anni di rodaggio».
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