Sicurezza
Pdl diviso, si ipotizza la lista di coalizione
Barbara Antoni Alessandro Petrini
◗
Da sinistra Dinelli, Lotti e Giuliana Baudone Possibili alleanze anche fuori dal centrodestra per le amministrative del 2012
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. È spaccato ufficialmente il Pdl. Da giovedì mattina. E, se non cambieranno i vertici del partito (o i rapporti fra i vertici e la base) il gruppo che fa riferimento a Maurizio Dinelli e Giuliana Baudone - e all'associazione "Lucca domani" - alle amministrative 2012 potrebbe presentarsi anche con una «lista di coalizione». Una lista di accordo su programmi, con candidati anche al di fuori del Pdl. Pescati perfino nel centrosinistra, secondo un'alleanza che inaugurata a livello nazionale da Pd e Fini. Questa parrebbe l'extrema ratio perché, per il momento, «la soluzione di un centrodestra ampiamente allargato sembra ancora la più opportuna» scrivono i 7 consiglieri del gruppo di Dinelli. La più opportuna, forse, ma anche quella meno facilmente praticabile. Perché per l'ex consigliere regionale & company uno degli ostacoli verso il Pdl unito alle prossime elezioni è all'interno del partito, non all'esterno. Per la precisione sono i coordinatori regionali Massimo Parisi e Riccardo Migliori (vice) che, grazie «a scelte discutibili - attacca Dinelli - negli ultimi due anni hanno fatto perdere al partito competizioni elettorali che sulla carta parevano scontate o facilmente alla portata come a Massarosa, Pietrasanta, Capannori e Montecatini». Critiche a parte, però, il gruppo di Dinelli rifiuta l'etichetta di "dissidente" perché a marzo i consiglieri comunali hanno creato il gruppo unico del Pdl seguendo gli inviti che arrivavano proprio dai vertici nazionali. Non hanno, insomma, cambiato alcuna etichetta preferendo rimanere nel gruppo originario invece di entrare in un calderone dove sono confluiti anche i consiglieri delle liste civiche (come i transfughi di Governare Lucca o i membri acquisiti di Per Lucca). «Il vero Pdl siamo noi» insistono Dinelli, Giuliana Baudone e gli altri. E per questo sono pronti a difendere il loro nome fino in fondo. Come si è visto giovedì in commissione partecipate, quando Dinelli ha fatto notare che Franco Fabbri aveva firmato il foglio delle presenze dichiarandosi «impropriamente» capogruppo del Pdl. Lo scontro, insomma, è in corso. Ma non è recente. Motivi di dissidi anche sul programma, o sulla realizzazione del programma, ci sono da mesi. Il gruppo composto da Marco Andreoni, Giuliana Baudone, Giacomo De Luca, Maurizio Dinelli, Roberto Lotti, Marco Modena e Benedetto Stefani denuncia che finora all'interno del partito non ci sia mai stato un vero dialogo. E cita i fatti: «Il caso delle mense (e dei contrasti sulle nuove tariffe) è sotto gli occhi di tutti. Per la vendita del complesso di San Francesco ala Fondazione Crl, avevamo chiesto di rimandare la pratica in modo da avere più tempo per analizzarla mentre è stato stretto un accordo con l'opposizione per votarla subito in consiglio comunale. In più i consiglieri arrivano a votare le pratiche senza avere un'adeguata preparazione e sono costretti a dare la preferenza a scatola chiusa. Anche a causa della mancanza di dialogo tra gli assessori, i consiglieri e la base del partito». Ciò che, invece, non è in discussione (almeno in questa fase) è l'appoggio - di entrambi i gruppi del Pdl - al sindaco Favilla e la volontà di rispettare un programma elettorale che però secondo Dinelli «continua a vegetare», restando inapplicato. Ma quanto questo appoggio sia solido è tutto da verificare ai voti. Infatti, Dinelli e i suoi annunciano che, in aula, valuteranno di volta in volta come votare. Sul fronte dell'eventuale presenza in giunta non si esprimono ma lasciano capire: «Con 5 consiglieri si ha diritto a un assessore e noi siamo in 7. Ora la volontà è di aprire un confronto con gli altri gruppi, le associazioni di categoria, il mondo del volontariato e del terzo settore per conoscere meglio le esigenze della città e le valutazioni che date su quanto fin qui realizzato. In più vogliamo avere un confronto con i consiglieri di circoscrizione, che riteniamo un terminale importantissimo per avere un reale rapporto con i cittadini». Per questo è nata l'associazione Lucca Domani. Un'associazione di nome, una corrente (del Pdl) nei fatti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
