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Lucca

Gazebo e fischietti, gli assistenti sociali protestano

Gli assistenti sociali protestano con il fischietto
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Gli assistenti sociali protestano con il fischietto

Ieri lo sciopero. La Rsu: vogliamo certezze su assunzioni e nuove sedi

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LUCCA. Non ci stanno più gli assistenti sociali del Comune a lavorare navigando a vista, sotto organico e senza sedi adeguate al tipo di lavoro che svolgono. Infatti ieri hanno scioperato e la mattina hanno inscenato una protesta: gazebo in piazza San Michele e fischietti, prima davanti a Palazzo Orsetti, poi in Corte Orlandini, dove si trova l'assessorato al sociale. Hanno raccolto circa 500 firme di cittadini solidali, tra cui anche alcuni dirigenti comunali.

«Non si può - dice Monica Tori, Rsu degli assistenti sociali - ricevere una persona che ti espone i suoi problemi, spesso anche gravi, davanti ad altre persone. Oppure lavorare in cinque in una stessa stanza».  Risale a un anno fa l'accordo firmato con il Comune davanti al prefetto per reintegrare l'organico degli assistenti sociali di tre unità. «Abbiamo aspettato a lungo prima di protestare - dice Giovanna Lozopone della Funzione pubblica Cgil -, ma adesso la situazione è insostenibile».  Il servizio sociale comunale lavora nei presidi di Sant'Anna, San Vito, Ponte a Moriano, Lucca centro, al centro affidi, nell'ufficio casa e con l'Asl al Punto insieme per gli anziani. «Scioperiamo - aggiunge Tori - perché l'amministrazione comunale è stata assente rispetto alle richieste avanzate, ci ha dato risposte fumose su assunzioni e sedi dei distretti, così come sui tempi di intervento.

Noi invece chiediamo certezze su tutti questi aspetti. Se non ce le daranno per iscritto entro luglio protesteremo ancora. L'assessore al sociale Angelo Monticelli ci ha ricevuti per dirci che avrebbe presentato un ordine del giorno per parlare della nostra situazione nella prossima commissione sul sociale». «È stato un confronto costruttivo - commenta Monticelli -, sono emerse buone opportunità per definire la vertenza. Si è prospettata una ipotesi che risponde ai problemi espressi sia di carenze di organico che di condizioni critiche in cui il personale opera, soprattutto nel distretto di Sant'Anna».

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