Sicurezza
Fondazione Bml, guerra di successione
Il presidente Del Carlo potrebbe essere rimpiazzato dall'industriale Aldo Chelini
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Potrebbe cambiare il presidente della Fondazione Banca del Monte. Addio ad Alberto Del Carlo, il banchiere "rosso", per far posto ad Aldo Chelini, industriale delle calzature di Capannori. Nessun giudizio negativo sulla gestione Del Carlo, anzi. Solo una scelta di Real politik: Chelini è un uomo vicino al centrodestra. E gradito - si dice fra piazza Bernardini, via Santa Giustina e piazza S. Martino - ai vertici del Pdl, locali e regionali. Anche se la virata verso destra sarebbe stata determinata più da Assoindustria che dai partiti. Con manovre che hanno subito un'accelerazione negli ultimi giorni, di candidatura in candidatura, le istituzioni che contano avrebbero trovato la quadratura del cerchio, con qualche dettaglio da definire. L'accordo è fra Assoindustria, Comune di Lucca, con una sponda nella Camera di Commercio e un aiuto da Viareggio (Fondazione Puccini e Fondazione Carnevale): da questi enti sono stati designati come membri del consiglio di indirizzo uomini più o meno organici al centrodestra, in modo da avere almeno 7 voti (su 12) necessari per nominare un cda amico e un presidente di cordata (che è già stato alla guida della Fondazione BM). Per Del Carlo ci dovrebbe essere il contentino della vicepresidenza, sempre che l'accetti. Il futuro della Fondazione, dunque, in queste ore si gioca sui numeri, invece che sulle persone. Con manovre studiate e accordi (silenziosi) lasciati a bagnomaria, fino a quando sono diventati inutili. Uno su tutti: la possibilità di far diventare Chelini presidente della Banca del Monte, confermando alla Fondazione per un altro mandato Del Carlo che in questi anni ha dato nuovo smalto all'istituzione. E ha garantito conservazione e rafforzamento del patrimonio della Fondazione.
LE DESIGNAZIONI La nomina del presidente, prevista entro fine mese, dipende dai candidati designati a entrare nel consiglio di indirizzo della fondazione. Le designazioni più pesanti, numericamente parlando, sono quelle della Camera di Commercio (3), del Comune di Lucca (3) e Provincia (2). Dal punto di vista strategico, per l'elezione del presidente di area centrodestra, è importante l'indicazione della Fondazione Pucciniano e della Fondazione Carnevale di Viareggio oggi espressione del centrodestra (a differenza di 5 anni fa). Pesa di più di quella che sarà espressa fra la rosa dei nomi forniti dai Comuni di Capannori, Viareggio e Castelnuovo. Per una sorta di rotazione non scritta, quest'anno come rappresentante di questi Comuni dovrebbe essere nominato Luigi Rosi, indicato dal sindaco di Castelnuovo, di centrodestra. Ma Rosi che ha lavorato in questi anni fianco a fianco con Del Carlo, potrebbe essere anche disposto a riconfermarlo. Per questo, nell'ottica dell'elezione del presidente di destra fa più gioco il candidato viareggino. Garantirebbe il settimo voto a Chelini che, di fatto, ne ha già 6: i tre di Lucca e i tre della Camera di commercio. Palazzo Orsetti, infatti, indica Giuliano Nieri, Marco Porciani (già membro del cda di Luca holding, la spa delle partecipazioni comunali) e Aldo Casali, presidente del teatro del Giglio (che subentra al figlio). La Camera di Commercio, invece, indica Silvano Bacci (per gli artigiani), Umberto Chiesa (storico direttore dell'Ascom che lasciando l'associazione non resta disoccupato) e Aldo Chelini, sponsorizzato dall'Assoindustria che, per mandarlo avanti, sacrifica un imprenditore più vicino alla sinistra, Paolo Marcucci, presidente dell'azienda farmaceutica Kedrion. Queste nomine della Camera di Commercio, però, non vengono considerate "neutre", una semplice presa d'atto delle indicazioni provenienti dalle categorie, visto che i nominativi sono tutti pescati fra le associazioni di categoria più vicine al centrodestra (Ascom, Confartigianato), invece che a sinistra (Confesercenti e Cna). Ma il presidente dei Camera di Commercio rivendica il ruolo di "notaio" dell'ente «che ha solo preso nota dei nominativi espressi dalle categorie. I nomi sono stati indicati in giunta, nella quale sono presenti tutte le associazioni di categoria. E nessuno ha avuto nulla di ridire. Il nostro compito, come Camera di commercio, era verificare che queste persone non fossero iscritte a partiti, non svolgessero attività politica, fossero persone stimate e appartenessero alle categorie. Così abbiamo fatto».
GLI SCENARI Se il quadro resta quello attuale, e non ci sono colpi di scena, la riconferma di Del Carlo presidente appare difficile. Ma non impossibile. Sembra, infatti, che ci siano elementi di incompatibilità per l'elezione di Chelini che è anche nel cda della Banca del Monte e nell'assemblea della Fondazione Crl. Questi due ostacoli potrebbero anche essere rimossi con le dimissioni dalla carica, ma ci sarebbe un altro problema di difficile soluzione: Chelini con quello attuale sarebbe al terzo mandato nella Fondazione Banca del Monte, quanto lo statuto ne prevederebbe solo due. Comunque, i conti si potranno fare solo fra qualche giorno quando il consiglio uscente avrà nominato il nuovo consiglio di indirizzo.
LE DESIGNAZIONI La nomina del presidente, prevista entro fine mese, dipende dai candidati designati a entrare nel consiglio di indirizzo della fondazione. Le designazioni più pesanti, numericamente parlando, sono quelle della Camera di Commercio (3), del Comune di Lucca (3) e Provincia (2). Dal punto di vista strategico, per l'elezione del presidente di area centrodestra, è importante l'indicazione della Fondazione Pucciniano e della Fondazione Carnevale di Viareggio oggi espressione del centrodestra (a differenza di 5 anni fa). Pesa di più di quella che sarà espressa fra la rosa dei nomi forniti dai Comuni di Capannori, Viareggio e Castelnuovo. Per una sorta di rotazione non scritta, quest'anno come rappresentante di questi Comuni dovrebbe essere nominato Luigi Rosi, indicato dal sindaco di Castelnuovo, di centrodestra. Ma Rosi che ha lavorato in questi anni fianco a fianco con Del Carlo, potrebbe essere anche disposto a riconfermarlo. Per questo, nell'ottica dell'elezione del presidente di destra fa più gioco il candidato viareggino. Garantirebbe il settimo voto a Chelini che, di fatto, ne ha già 6: i tre di Lucca e i tre della Camera di commercio. Palazzo Orsetti, infatti, indica Giuliano Nieri, Marco Porciani (già membro del cda di Luca holding, la spa delle partecipazioni comunali) e Aldo Casali, presidente del teatro del Giglio (che subentra al figlio). La Camera di Commercio, invece, indica Silvano Bacci (per gli artigiani), Umberto Chiesa (storico direttore dell'Ascom che lasciando l'associazione non resta disoccupato) e Aldo Chelini, sponsorizzato dall'Assoindustria che, per mandarlo avanti, sacrifica un imprenditore più vicino alla sinistra, Paolo Marcucci, presidente dell'azienda farmaceutica Kedrion. Queste nomine della Camera di Commercio, però, non vengono considerate "neutre", una semplice presa d'atto delle indicazioni provenienti dalle categorie, visto che i nominativi sono tutti pescati fra le associazioni di categoria più vicine al centrodestra (Ascom, Confartigianato), invece che a sinistra (Confesercenti e Cna). Ma il presidente dei Camera di Commercio rivendica il ruolo di "notaio" dell'ente «che ha solo preso nota dei nominativi espressi dalle categorie. I nomi sono stati indicati in giunta, nella quale sono presenti tutte le associazioni di categoria. E nessuno ha avuto nulla di ridire. Il nostro compito, come Camera di commercio, era verificare che queste persone non fossero iscritte a partiti, non svolgessero attività politica, fossero persone stimate e appartenessero alle categorie. Così abbiamo fatto».
GLI SCENARI Se il quadro resta quello attuale, e non ci sono colpi di scena, la riconferma di Del Carlo presidente appare difficile. Ma non impossibile. Sembra, infatti, che ci siano elementi di incompatibilità per l'elezione di Chelini che è anche nel cda della Banca del Monte e nell'assemblea della Fondazione Crl. Questi due ostacoli potrebbero anche essere rimossi con le dimissioni dalla carica, ma ci sarebbe un altro problema di difficile soluzione: Chelini con quello attuale sarebbe al terzo mandato nella Fondazione Banca del Monte, quanto lo statuto ne prevederebbe solo due. Comunque, i conti si potranno fare solo fra qualche giorno quando il consiglio uscente avrà nominato il nuovo consiglio di indirizzo.
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