Il Tirreno

Lucca

Piuss, ultimatum al Provveditorato

Ilaria Bonuccelli
Piuss, ultimatum al Provveditorato

Palazzo Orsetti: entro il 15 dovrà mettere in moto la macchina degli appalti

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LUCCA. L'ultimatum è scattato. Il provveditorato delle Opere ubbliche Toscana e Umbria ha tempo fino al 15 luglio per attivare le procedure di appalto dei lavori previsti dal Piuss, il piano da 50 milioni per il recupero del centro storico. Se entro questa data, l'istituto fiorentino - decapitato dall'inchiesta sulle Grandi opere - non avrà dato segni di attività, il Comune provvederà ad appaltare in proprio i lavori. E considererà rescissa la convenzione siglata un anno fa, con l'ente del ministero delle Infrastrutture.  L'annuncio viene dato durante il consiglio comunale richiesto convocato (su richiesta dell'opposizione) per dare spiegazioni proprio sui rapporti fra amministrazione comunale e Provveditorato: infatti, il Comune aveva concordato con i manager arrestati la scelta di affidare al Provveditorato il compito di appaltare i lavori del Piuss, di gestire la direzione lavori, di occuparsi del collaudo. In un primo momento - ribadisce il Comune la scelta sembrava azzeccata per due motivi: palazzo Orsetti non aveva sufficiente personale per preparare, nei termini previsti dal bando regionale, i progetti definitivi senza i quali si sarebbero persi i circa 30 milioni di contributi europei accordati per i primi 11 interventi (su 14 totali); la spesa per la progettazione definitiva è stata (sarà, visto che ancora non è liquidata) di circa 760mila euro, contro i 3 milioni «che sarebbe costata affidandosi a professionisti privati». Oggi, però, il Comune non sembra più tanto convinto perché la fase dell'appalto sembra bloccata, mentre il bando regionale impone che i verbali di aggiudcazione provvisoria degli appalti siano sottoscritti entro 180 giorni dall'emanazione dell'ultimo decreto di approvazione dei progetti definitivi del Piuss. Considerato che questa scadenza dovrebbe coincidere con la metà di luglio, scatta l'ultimatum del Comune. Anche perché - relaziona l'architetto Mauro Di Bugno, responsabile del Piuss per il Comune - il Provveditorato avrebbe ignorato tutti i solleciti di palazzo Orsetti. Per l'esattezza «recentemente sono state inviate al Provveditore Interregionale due richieste di incontro urgente per definire e puntualizzare le tempistiche e le modalità di affidamento delle opere; è stato inviato un invito a concludere gli adempimenti relativi agli incarichi per la progettazione definitiva, ma le nostre richiste non hanno prodotto modifiche all'attuale inoperosità del Provveditorato». Così, in attesa che la situazione si sblocchi, il Comune ha integrato «l'ufficio di staff per predisporre le procedure di gara, stante l'inoperosità del Provveditorato». Tuttavia - insiste Di Bugno nella sua relazione - «il Comune non pare attrezzato ad assicurare con proprio personale lo svolgimento di tutte le procedure (direzione lavori, contabilizzazione e così via) per la realizzazione degli interventi del Piuss. Perciò, a breve, dovremo definire le procedure e le modalità con le quali sostituire (eventualmente) le professionalità assicurate dal Provveditorato». Il quale, però, nega di essere inattivo. E rimanda al Comune la palla dei ritardi: «In questo momento - spiega l'ingegner Sergio Fittipaldi, provveditore vicario - è attiva quella che potremmo definire una convenzione quadro con il Comune che, ancora, non ha individuato le attività specificatamente delegate al Provveditorato per ogni singolo progetto. In sostanza, ancora non è stato definito l'atto intermedio che regolamenta i rapporti fra Provveditorato e Comune in relazione a ogni singolo progetto. Dire che non ci facciamo trovare, però, mi sembra inappropriato: solo un mese fa si è riunito il comitato tecnico, organismo misto di cui fa parte anche il Comune, e abbiamo espresso pareri (e anche dato prescrizioni) sui singoli progetti».

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