Il Tirreno

Lucca

Il comitato attacca il Comune: «Ci sentiamo dimenticati»

Nessuno controlla la collina: rivolta a Brancoli e Tramonte

Nessuno controlla la collina: rivolta a Brancoli e Tramonte

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Le località di Brancoli e Tramonte gridano ai quattro venti il loro disagio: ora non ne possono davvero più di essere dimenticati. Le frane che hanno interessato le colline il 19 giugno scorso hanno riportato alla mente dei paesani «quei momenti di panico e sofferenza di chi rimase coinvolto nella frana del 2000, che causò cinque vittime». Le parole sono quelle di Giuseppe Balducchi, presidente del comitato interpaesano di Brancoli e Tramonte fondato dai cittadini delle due località. Da quei giorni terribili del 2000 «sono passati dieci anni, ma la ferita rimane - continua il presidente Balducchi -. All'epoca furono fatte tante cose per mettere in sicurezza il territorio». Ma da allora, dopo il primo intervento, «più nulla è stato controllato e noi abitanti delle zone collinari ci sentiamo presi in giro da coloro che ci rappresentano e a cui abbiamo dato fiducia con il nostro voto».  Il comitato non dimentica chi ha aiutato i cittadini di Brancoli e Tramonte ad «arginare i grandi disagi causati dalle ultime frane, come la la ditta Bosi & Picchiotti che ha rapidamente liberato la strada dagli smottamenti e tutte le autorità che hanno operato con grande serietà sia per i piccoli che per i grandi interventi». Ma il problema non è la rapidità di intervento quanto il controllo successivo: questo il comitato sottolinea con forza, perché «l'autorità competente non può abbassare la guardia sul nostro territorio sulla sicurezza idrogeologica. Perché le nostre richieste di controllo e manutenzione, sia scritte (lettere protocollate) che verbali cadano nel vuoto con risposte vaghe e promesse mai trasformate in fatti?».  Un esempio: la frana di San Giusto, «la cui causa era già stata da noi identificata e segnalata; la frana di Novali, l'acqua che in via Pieve di Brancoli non viene ricevuta e scorre lungo un lastricato, quella che scorre in Via per Orticaio, mai regimentata. Interventi che, seppure già finanziati, non sono mai stati eseguiti dal 2000 ad oggi. Lo stesso il risarcimento all'alimentari di Vinchiana che ha subito danni dall'alluvione di Natale del 2009: ancora non ha ricevuto niente. Lo stesso - continua Balducchi - vale per la frana che interessa l'unica strada per Deccio, per il manto stradale all'altezza del bacino dell'Enel che doveva essere asfaltato con i 60mila euro a disposizione della circoscrizione 8. Dove sono andati questi soldi? Sono solo alcuni interventi, molti altri sono stati richiesti, ma senza risposte».  «Allora è vero che la collina non interessa a nessuno - continua Balducchi -. Meglio operare sulla Piana per ottenere voti e dare una bella impressione di Lucca». Il comitato conclude con un allarme. «Considerando i problemi che questi eventi franosi comportano, chiediamo che al più presto venga programmato un continuo controllo di solchi e canali di scarico, con disboscamento e rimozione di ogni detrito. Se questo lavoro non viene fatto, il solco dietro le abitazioni di Carli, Polidori, Bambini, Tassani, Francesconi, Rugani e due stranieri causerà i soliti disastri, c'è solo da aspettare».      L'APPELLO «Insieme per la sicurezza»  LUCCA. «I danni causati dalle recenti piogge che hanno colpito la Lucchesia, Vinchiana in particolare, sono l'ennesimo campanello d'allarme di un territorio fragile, a rischio frane e alluvioni. Cos'altro deve accadere affinché tutte le istituzioni si rendano conto che occorre attuare il progetto di messa in sicurezza della montagna e della collina?». L'appello arriva da Giovanni Gemignani, presidente del consiglio provinciale. Ed è diretto a serie di istituzioni: governo, Autorità di Bacino del Serchio, Regione, Provincia, Comuni e Comunità Montane e Consorzi, che «devono abbandonare lo scontro ideologico e lavorare per l'attuazione del progetto di cui sono promotore da un decennio».  «Non è ammissibile - continua Gemignani - andare avanti con interventi tampone. Occorrono opere radicali: l'applicazione di un piano organico di salvaguardia che riguarda la manutenzione del sistema idraulico minore per favorire il ruscellamento e la 'ricarica' delle polle; il ripristino della viabilità minore con la costruzione di muretti a secco e di pozzetti per gli scarichi a valle; la deforestazione e forestazione».  Il consiglio provinciale si è più volte espresso in favore del progetto, il presidente Stefano Baccelli ha fatto appello al governo affinché venga finanziato il piano di assetto idraulico del 2004; il sindaco Mauro Favilla si è reso disponibile ad attuare interventi di stabilizzazione del terreno con piante fittonanti. «Se c'è unità di vedute - conclude Gemignani - deve tradursi in atti concreti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web