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Lucca

Salta il progetto di riunificare il centrodestra in consiglio comunale. Dinelli: «Tocca a Parisi e Migliori risolvere il problema»

Il Pdl raddoppia: si divide in due gruppi

Lido Fava è stato confermato capogruppo (Vip)
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Lido Fava è stato confermato capogruppo (Vip)

Quello più numeroso, sponsorizzato dai vertici del partito, ha Fava come leader

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LUCCA. Nasce il gruppo unico del Pdl in consiglio comunale, come volevano i vertici regionali del partito. Ma il parto riesce a metà: sarà composto da 11 consiglieri, 12 con il sindaco, e non dai 19 previsti. Non solo. Se il Pdl recupera Marco Agnitti, Franco Fabbri e Gabriele Torre - che fino a pochi giorni fa costituivano due gruppi consiliari distinti - perde, però, alcuni componenti storici del partito. In sostanza il tentativo di creare un gruppo unico e solido del centrodestra, che blindasse l'amministrazione Favilla, fallisce. Il bilancio è questo: prima il Pdl era frammentato in tre gruppi, oggi è diviso in due, uno da 11 e uno da 7. Del gruppo più numeroso, nato con il beneplacito dei vertici provinciali (il coordinatore Franco Ravenni, la vice Vanda Cervelli) fanno parte Lido Fava (che resta capogruppo), Franco Fabbri (vice), e Marco Agnitti (presidente del consiglio comunale), Alessandro Venturi, Pietro Fazzi, Nicola Buchignani, Giancarlo Ramacciotti, Gabriele Torri, Marco Martinelli, Fabrizio Petri, Mauro Favilla e anche Marco Baccelli, che fino a ieri non aveva preso posizione.  Del gruppo Pdl bis, invece, fanno parte Maurizio Dinelli, Giuliana Baudone, Marco Modena, Roberto Lotti, Benedetto Stefani, Marco Andreoni e Giacomo De Luca. Del primo gruppo fanno parte anche consiglieri come Ramacciotti e Buchignani entrati in consiglio comunale con Governare Lucca, poi avvicinatisi all'Udc e ora entrati a tutti gli effetti nel Pdl; del secondo gruppo fanno parte consiglieri comunali che continueranno a chiamarsi Pdl «che in questo schieramento siamo stati eletti». Il consiglio comunale, quindi, si trova con due gruppi del Pdl, anche se solo quello più numeroso si fregia di essere autentico, visto che ha l'imprimatur dei vertici locali e regionali e che «riconosce gli organi del partito e le gerarchie nominate». Lo sforzo, comunque, garantisce Lido Fava sarà per ricucire lo strappo con "l'altro" Pdl: «Detto che ringrazio i colleghi per la fiducia che ancora una volta mi hanno voluto concedere, aggiungo che mi impegnerò - come del resto ho sempre fatto - per ricomporre la frattura e unire in un unico gruppo tutti i consiglieri che si riconoscono nel centrodestra».  Ma Maurizio Dinelli ritiene che la mission di Fava sia impossibile per il semplice motivo che non spetta al capogruppo ricomporre i cocci. «Ci sono problemi politici assai grossi - dice l'ex consigliere regionale - mentre è evidente che non ci sono state questioni personali a determinare questo strappo nato a seguito della decisione di fare un nuovo gruppo. Una mossa che qualcuno ha provocato e che noi sette abbiamo subito. Una decisione politica che è arrivata da parte dei coordinatori regionali Massimo Parisi e Riccardo Migliori». A loro, secondo Dinelli, spetta il compito di sanare la situazione. Sempre che ci siano i margini.

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