Il dolore
Ciao Teo, un applauso scrosciante
Luca Dini
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Il feretro di Matteo entra nel Duomo di Castelnuovo e sopra la sua foto esposta su un cavalletto Castelnuovo, duomo affollato per il funerale del giovane morto sabato
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CASTELNUOVO. «Non è morire quel volo che ha per meta Dio». Sono queste le parole che i genitori di Matteo Lenzi hanno voluto sul santino che ricorda il loro figlio, scomparso ad appena ventiquattro anni nella notte tra sabato e domenica. Il Duomo di Castelnuovo è stracolmo, così come il sagrato, per i funerali del ragazzo di Gragnanella che con la sua morte ha lasciato un dolore immenso in tutta la comunità della Garfagnana. Ad aspettare Teo (così lo chiamavano affettuosamente familiari e amici), ci sono i compagni di squadra della Virtus Camporgiano, gli amici di Gragnanella e non solo. Sono arrivati anche i colleghi operai e per sostenere il padre Giuseppe, brigadiere dei Carabinieri, sono presenti anche il generale Riccardo Amato, comandante regionale, e il colonnello Stefano Ortolani, comandante provinciale. Sulla bara di Matteo, una maglia da gioco del Milan, la sua squadra del cuore e la sua grande passione. Con un saluto scritto sopra: «Non ti dimenticheremo mai. I tuoi amici». C'è anche una divisa da portiere, il ruolo che Teo ricopriva quando giocava a pallone. Ad accompagnare il suo ultimo viaggio, la Confraternita parrocchiale di Gragnanella, la comunità dove Matteo è cresciuto, dove Matteo è stato socialmente impegnato. A concelebrare la messa, il parroco don Giancarlo Biagioni che al termine del Vangelo di Luca, del brano dei discepoli di Emmaus successivo alla resurrezione di Gesù, ha fatto l'omelia, in un clima di intensa e profonda commozione. «Più che le parole, oggi è adatto il silenzio - ha detto don Biagioni -, perché ogni parola è interrotta dal singhiozzo del pianto. Ho visto crescere Matteo. La Parola di Dio trova una risposta laddove la mente umana non riesce. Chi crede in Nostro Signore non morirà in eterno e questa fede Matteo ce l'aveva e per questo continuerà a vivere. E questa fede ce l'hanno anche i familiari e i miei parrocchiani che non dimenticheranno Matteo. Solo la fede può farci accettare la volontà del Signore. Al papà Giuseppe, alla mamma Nadia, alla sorella Serena e ai familiari tutti non possiamo che dire che vi vogliamo bene e soffriamo con voi». Anche l'arcivescovo Italo Castellani, che domenica mattina è andato a trovare i genitori di Matteo presso l'obitorio di Castelnuovo, ha inviato il proprio saluto. Nel messaggio c'era scritto «Non dovete disperare, non siamo nati per morire, ma per vivere in Dio e Matteo adesso vive nel Signore. Conservate nella memoria la storia della vostra amicizia con lui». All'uscita dal Duomo, un applauso spontaneo e prolungato è stato l'ultimo saluto al giovane, vittima di un destino che non gli ha lasciato scamp. La sua giovane vita infatti è stata stroncata sabato notte. Mentre percorreva la provinciale verso San Romano, ha probabilmente perso il controllo dell'auto, uscita di strada. Verso le quattro del mattino, non vedendolo tornare, il padre ha allertato i colleghi carabinieri per iniziare le ricerche. Lo ha trovato egli stesso, purtroppo senza vita ormai da almeno un'ora.
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