La manifestazione
Ora è ufficiale lo strappo nel Pdl
Baudone e altri sei formano un gruppo autonomo in consiglio
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LUCCA. Era scontato. Ieri a palazzo Santini c'è stata la conferma. Non entrano nel supergruppo del Pdl (11 adesioni finora) i consiglieri comunali Andreoni, Baudone, De Luca, Dinelli, Lotti, Modena e Stefani. Che formeranno un gruppo a se stante, parteciperanno alle riunioni dei capigruppo e continueranno a chiamarsi Pdl perché «abbiamo aderito da subito alla nuova formazione politica nata dalla fusione tra FI e An». Perché - si domandano - dobbiamo far parte del gruppo fondato con il beneplacito dei coordinatori regionali Massimo Parisi e Riccardo Migliori? La tensione, dunque, cresce. Anche perché - se i numeri restano questi - Parisi e Migliori dovranno ammettere di non essere riusciti a creare quel super gruppo di centrodestra che deve fare da stampella all'amministrazione Favilla. E che, alla fine, hanno creato un gruppo di 11 persone, con meno Pdl di quello che c'era fino a qualche settimana fa, quando fuori dal gruppone del Pdl si chiamavano Marco Agnitti, presidente del consiglio comunale, Franco Fabbri (capogruppo di FI verso il Pdl) e Gabriele Torri. In consiglio comunale, la spaccatura viene ufficializzata con Roberto Lotti che legge un documento: «Riguardo alla volontà di Lido Fava di dimettersi da capogruppo e di aderire a un nuovo gruppo denominato Pdl, i sottoscritti consiglieri Andreoni, Baudone, De Luca, Dinelli, Lotti, Modena e Stefani dichiarano di restare nel gruppo consiliare costituitosi con protocollo 14578 del 2 marzo 2010, di cui era capogruppo Lido Fava, e nei prossimi giorni comunicheremo i nuovi organismi del gruppo consiliare».
In sostanza, questi consiglieri si sceglieranno un proprio capogruppo.«Considerata la delicatezza dei temi all'ordine del giorno dell'agenda politica - riprende Lotti - chiediamo di essere invitati alle riunioni dei capigruppo con un nostro rappresentante. Il gruppo consiliare conferma la linea finora tenuta di appoggio completo al sindaco Mauro Favilla, ai gruppi consiliari, alle forze politiche e alle liste civiche di maggioranza, augurandosi un costruttivo confronto con l'opposizione, alla luce del sole e nel reciproco rispetto. Il gruppo consiliare è aperto all'adesione di altri consiglieri comunali, auspicando - anche su questi eventuali passaggi consiliari - un preventivo accordo con il resto della maggioranza. Qualora vi siano disquisizioni o contestazioni sul nome del nostro gruppo consiliare, chiediamo con determinazione a chiunque l'assoluto rispetto della vigente normativa, del rispetto della tutela del diritto degli elettori alla libertà di mandato, della distinzione tra partiti e gruppi consiliari». Per garantirsi il diritto a utilizzare il marchio del Pdl, i 7 consiglieri sono pronti a battersi «in ogni sede, per la salvaguardia della nostra dignità di persone elette nel 2007 nelle liste di An e di FI, partiti co-fondatori del Pdl». Per aderire al supergruppo (ne fanno parte il sindaco Favilla, Agnitti, Fava, Martinelli, Petri, Venturi, Fazzi, Ramacciotti, Buchignani, Fabbri e Torri) c'è tempo fino alle 18 di oggi. In sospeso ancora la posizione di Marco Baccelli che, appena rientrato dalle ferie, dice di voler «analizzare la situazione, prima di prendere posizione».
Oggi, comunque, dopo l'ufficializzazione del nuovo gruppo, nella sede del Pdl ci sarà l'elezione del nuovo capogruppo. Sarà scelto anche il vice. Tra pochi giorni saranno indicati il coordinatore comunale e i componenti della segreteria. Secondo Franco Fabbri, comunque, «chi non aderirà al gruppo si assumerà la responsabilità della decisione. Faccio presente, però, che nessuno di quei consiglieri (Baudone e gli altri, ndr) per quanto possa dissentire dalle decisioni della maggioranza, del gruppo Pdl e della dirigenza del proprio partito, ha mai finora ufficialmente dichiarato di non volere più appartenere alla maggioranza consiliare. Anzi, semmai ha dichiarato il contrario». Per cui, sarebbe inconcepibile, ad esempio, un voto contrario sul consuntivo 2010 o sulla variante al regolamento urbanistico.
In sostanza, questi consiglieri si sceglieranno un proprio capogruppo.«Considerata la delicatezza dei temi all'ordine del giorno dell'agenda politica - riprende Lotti - chiediamo di essere invitati alle riunioni dei capigruppo con un nostro rappresentante. Il gruppo consiliare conferma la linea finora tenuta di appoggio completo al sindaco Mauro Favilla, ai gruppi consiliari, alle forze politiche e alle liste civiche di maggioranza, augurandosi un costruttivo confronto con l'opposizione, alla luce del sole e nel reciproco rispetto. Il gruppo consiliare è aperto all'adesione di altri consiglieri comunali, auspicando - anche su questi eventuali passaggi consiliari - un preventivo accordo con il resto della maggioranza. Qualora vi siano disquisizioni o contestazioni sul nome del nostro gruppo consiliare, chiediamo con determinazione a chiunque l'assoluto rispetto della vigente normativa, del rispetto della tutela del diritto degli elettori alla libertà di mandato, della distinzione tra partiti e gruppi consiliari». Per garantirsi il diritto a utilizzare il marchio del Pdl, i 7 consiglieri sono pronti a battersi «in ogni sede, per la salvaguardia della nostra dignità di persone elette nel 2007 nelle liste di An e di FI, partiti co-fondatori del Pdl». Per aderire al supergruppo (ne fanno parte il sindaco Favilla, Agnitti, Fava, Martinelli, Petri, Venturi, Fazzi, Ramacciotti, Buchignani, Fabbri e Torri) c'è tempo fino alle 18 di oggi. In sospeso ancora la posizione di Marco Baccelli che, appena rientrato dalle ferie, dice di voler «analizzare la situazione, prima di prendere posizione».
Oggi, comunque, dopo l'ufficializzazione del nuovo gruppo, nella sede del Pdl ci sarà l'elezione del nuovo capogruppo. Sarà scelto anche il vice. Tra pochi giorni saranno indicati il coordinatore comunale e i componenti della segreteria. Secondo Franco Fabbri, comunque, «chi non aderirà al gruppo si assumerà la responsabilità della decisione. Faccio presente, però, che nessuno di quei consiglieri (Baudone e gli altri, ndr) per quanto possa dissentire dalle decisioni della maggioranza, del gruppo Pdl e della dirigenza del proprio partito, ha mai finora ufficialmente dichiarato di non volere più appartenere alla maggioranza consiliare. Anzi, semmai ha dichiarato il contrario». Per cui, sarebbe inconcepibile, ad esempio, un voto contrario sul consuntivo 2010 o sulla variante al regolamento urbanistico.
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