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Spuntano in un anno cento nuove strutture ricettive

Spuntano in un anno cento nuove strutture ricettive

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LUCCA. Sono 91 le strutture ricettive aperte sul territorio provinciale soltanto nei dodici mesi che vanno dal giugno 2009 al giugno 2010. Un numero considerevole, ma la Provincia è scettica nel pensare che si tratti di nuove attività. Piuttosto, per una buona parte, di attività esistenti che ora si sono regolarizzate, anche sulla scia della raffica di controlli in corso, partiti dall'analisi dei siti internet sui quali le singole attività pubblicano i loro annunci. I controlli sono proseguiti con le ispezioni sul posto, che hanno impegnato Provincia, Camera di commercio e amministrazioni comunali.  In base ai riscontri effettuati, i territori di Lucca e Capannori sembrano i più colpiti dal fenomeno di "abusivismo ricettivo": la presenza, cioè, di strutture, come le case in affitto, dove vengono offerti servizi (pulizia delle camere, cambio delle lenzuola, fornitura di asciugamani puliti, colazione, baby parking e così via) che di fatto ne fanno vere e proprie strutture ricettive, senza, però, che queste siano regolarmente registrate come tali. Ma questo tipo di abusivismo colpisce anche altri comuni, come è merso durante la riunione svoltasi fra Provincia, Comuni di Barga e Bagni di Lucca. Per contrastare il fenomeno, oltre ai controlli degli annunci e alle ispezioni sul posto, la Provincia ha raggiunto un accordo con l'Apt: l'impegno comune è far sì che sui siti istituzionali di promozione del territorio e sul materiale distribuito negli info-point turistici non compaiano pubblicità di strutture irregolari.  Il problema dell'esistenza di strutture turistiche che operano al di fuori dei paletti imposti dalla normativa regionale (legge 42 del 2000) era già emerso durante un convegno di novembre 2008 al quale avevano partecipato istituzioni, da quelle regionali a quelle comunali, forze dell'ordine, associazioni di categoria e altri soggetti interessati.  A seguito di quell'incontro, la Provincia, con la Camera di commercio, ha iniziato l'analisi degli annunci pubblicati sui siti web da parte delle strutture ricettive. Al termine di un primo turno di controlli sulla rete, 39 attività solo sul territorio di Lucca e 9 su quello di Capannori sono state segnalate come "potenzialmente irregolari" ai rispettivi comuni, ai quali compete l'attività di verifica ed, eventualmente, quella sanzionatoria.  «Comunque la polizia provinciale ha fatto visita a qualche struttura sotto attenzione - dice l'assessore provinciale al turismo Patrizio Petrucci -, più che altro per dare un segnale. Per far capire che chi agisce al di fuori della legge non passa inosservato né cade nel dimenticatoio».  «L'obbiettivo di questa attività di monitoraggio - prosegue Petrucci - non è tanto far chiudere le residenze turistiche che operano fuori dai termini della legge regionale, quanto inserirle in un circuito di legalità, che sia funzionale anche ad una migliore promozione del territorio. Il turista che viene a Lucca, infatti, non sa se la struttura che lo sta ospitando opera nei termini di legge o meno, ma gli standard qualitativi della struttura che lo riceve influenzano il suo giudizio sulla sua esperienza nel nostro territorio. Per questo è importante tenere elevato il livello di guardia: continueremo il monitoraggio sull'offerta al turista, anche per permettere a chi rispetta la legge di non partire da una condizione di svantaggio».

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