Sicurezza
Ecco le mangiatoie per indurre i piccioni a lasciare il centro
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Piccioni in piazza S. Michele (Vip) 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Per convincere i piccioni a spostarsi dal centro storico arrivano le colombaie sugli spalti delle Mura. Va avanti il piano per il contenimento e la gestione della popolazione dei piccioni nel centro storico, realizzato dal Comune. Nei giorni scorsi si è provveduto ad installare lungo gli spalti delle Mura 10 mangiatoie per invogliare i pennuti a trasferirvisi dalle piazze e dalle strade cittadine. «Si tratta di un altro tassello - spiega il vicesindaco con delega all'ambiente Giovanni Pierami - del piano elaborato insieme all'Asl, partito circa 2 anni fa con l'ordinanza firmata dal sindaco Mauro Favilla, che vieta di dare da mangiare ai piccioni nelle piazze e negli spazi cittadini, e proibisce di lasciare scarti di prodotti ortofrutticoli e di altri generi commestibili in prossimità di mercati, esercizi pubblici, commerciali, ecc., che di fatto costituì il primo passo dell'applicazione del piano». Con la stessa ordinanza si invitavano i proprietari degli edifici del centro, esposti alla nidificazione e allo stazionamento abituale dei piccioni, di provvedere a propria cura e spese ad adottare interventi atti a schermare con reti o altro gli accessi ai siti per la sosta e nidificazione dei piccioni; installare dissuasori sui punti di posa (cornicioni, terrazzi, pensiline, davanzali) al fine di impedirne lo stazionamento; e a mantenere pulite da guano o piccioni morti, le zone sottostanti i fabbricati o strutture interessate dalla presenza di piccioni; oltre a rimuovere eventuali escrementi di piccioni presenti su terrazzi, soffitti, cornicioni. «Nel comune sono presenti numerose colonie di piccioni - aggiunge il vice sindaco - specialmente nel centro. Molti cittadini ed enti hanno segnalato problemi e danni derivata dall'eccessiva presenza di questi uccelli, tanto da spingere l'amministrazione a una pianificazione di azioni a lungo e medio termine per contenerne la proliferazione, senza far ricorso però a metodi estremi».
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