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Lucca

Tia, rischio stangata: dal 2011 aumenti dal 10 al 20 per cento

Barbara Antoni
Tia, rischio stangata: dal 2011 aumenti dal 10 al 20 per cento

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LUCCA. Nel 2011 i cittadini della provincia rischiano di vedersi aumentare la Tia, tariffa di igiene ambientale, dal 10 al 20 per cento. Questo l'allarme che lanciano in coro Comune, Sistema Ambiente e il consigliere dell'Ato Costa Massimo Bulkaen. La responsabilità, spiegano, sarebbe dell'Ato Centro (che comprende l'area metropolitana di Firenze, Prato e Pistoia, priva di impianti di smaltimento) che, ad oggi, non ha ratificato, per i prossimi anni, l'accordo stipulato nel 2008, in virtù del quale, per i conferimenti nelle discariche di Ato Costa, Ato Centro gli versa 4 milioni. Se la ratifica non avvenisse, i bilanci delle aziende di smaltimento rifiuti della Lucchesia - Sistema Ambiente, ma anche Ascit e Severa - andrebbero in crisi e le società sarebbero costrette ad aumentare la tariffa per gli utenti.  Ma né per Regione, né per Ato Costa la situazione appare al momento così drammatica. «La Regione mantiene i suoi impegni, come gli enti locali sanno - spiega l'assessore regionale all'ambiente Annarita Bramerini -. Sono a conoscenza che è a buon punto la trattativa fra Ato Costa e Ato Centro per raggiungere un'intesa sia sui flussi che dal punto di vista economico. Ci auguriamo che l'accordo sia presto concluso». E anche Franco Borchi, direttore di Ato Costa conferma di «avere segnali positivi» riguardo la conclusione dell'intesa. «Negli incontri che ho avuto - continua Borchi - ho riscontrato la disponibilità di Ato Centro a confermare i conferimenti, che comunque sono sicuri per il 2010, mentre il dubbio, ad oggi, sussiste per gli anni a venire. Mi auguro che la trattativa vada in porto. Il consigliere Bulkaen è venuto a Lucca oggi (ieri, per chi legge, ndr) a titolo personale. Il 7 luglio il cda di Ato Costa prenderà nuovamente in esame la questione».  «Costretti a spendere di più». Brucia al Comune di Lucca la prescrizione (della Provincia) di dover conferire i rifiuti nell'impianto di Falascaia a Pietrasanta, dove lo smaltimento costa di più che a Peccioli o a Rosignano. «E dire - spiega Bulkaen che la provincia di Lucca ha la miglior percentuale di raccolta differenziata: il 42% rispetto al 33 di Livorno e Pisa e al 25 di Massa. La nostra provincia è penalizzata da costi di smaltimento impraticabili. I 4 milioni finora versati da Ato Centro venivano utilizzati da Ato Costa per abbattere le tariffe di smaltimento rifiuti nei suoi Comuni, portandoli a una tariffa media, per tre anni, di 132,7 euro a tonnellata per i rifiuti di Piana, Media Valle e Garfagnana, e di 153 euro per la Versilia».  Come arriva la stangata. «Se i costi di smaltimento aumentano, lievita anche la tariffa - dice il presidente di Sistema Ambiente Ilario Buchignani -. Una famiglia che pagava una bolletta da cento euro, se la vedrà salire a 120, se pagava 200 euro, diventeranno 240. I 4 milioni di compensazione annuali che Ato Centro versa ad Ato Costa (per le 250mila tonnellate conferite di rifiuti indifferenziati, ndr) ci permettono di abbassare il costo di smaltimento di 167 euro a tonnellata a 132 euro. Se la compensazione salta, dobbiamo aumentare le tariffe. Ci guarderemo comunque intorno per trovare discariche che praticano prezzi più bassi».  «Diventiamo indipendenti». Il sindaco Mauro Favilla sta per perdere la pazienza. Stufo di tenere la linea morbida e favorire chi (Ato Centro) non si dà il giusto daffare per crearsi inceneritori e discariche in casa, non nasconde che «vogliamo diventare autosufficienti per lo smaltimento, il Comune di Lucca con quelli della provincia. Cominciamo con l'impianto di compostaggio che dovrebbe essere realizzato a Capannori». E mentre Pierami annuncia che «la situazione è esplosiva» al punto che pur di non sopportare costi aggiuntivi, Lucca potrebbe compiere «gesti estremi» di non rispettare più le indicazioni della Provincia e andare a cercarsi altrove impianti di smaltimento con prezzi più bassi di Falascaia, parte un doppio appello. Quello di Pierami e Favilla alla Provincia perché metta i suoi buoni auspici per risolvere la situazione e riveda, in extremis l'obbligo di conferimento a Falascaia, e quello di Favilla all'assessore regionale Bramerini: «Cerchiamo un intesa attraverso la Regione, secondo ipotesi di gradualità».

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