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Lucca

«Soldi buttati» Oratorio, il restauro fa scoppiare il caos

Una manifestazione di protesta degli operai dell’Alumi.l (foto di archivio)
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Una manifestazione di protesta degli operai dell’Alumi.l (foto di archivio)

Soldi buttati via. La pensa così Antonio Bianchi, capogruppo Udc in consiglio comunale, sui lavori all'oratorio di Casoli, per il cui restauro il Comune ha preventivato una spesa di 300mila euro.

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BAGNI DI LUCCA. Soldi buttati via. La pensa così Antonio Bianchi, capogruppo Udc in consiglio comunale, sui lavori all'oratorio di Casoli, per il cui restauro il Comune ha preventivato una spesa di 300mila euro. Nelle intenzioni della giunta di centrodestra lo stabile - 60 metri quadri su due piani attaccati alla chiesa e al campanile, in estremo degrado - deve diventare luogo per assemblee pubbliche e sede di un sacrario, completo di ascensore e servizi igienici per disabili. Per coprire in parte la spesa, il Comune ha chiesto un finanziamento alla Regione che ancora non ha dato una risposta. 

E questa, secondo Bianchi, non potrà che essere negativa. A suo giudizio quello dell'oratorio è un progetto inutile e dispendioso in un momento, come l'attuale, di crisi della finanza locale e centrale e con le casse comunali già gravate da mutui per 10 milioni di euro. «Stiamo pagando - sottolinea - un milione di euro all'anno, di cui metà per interessi e si approva un progetto da 300mila euro per un intervento che non ha alcun senso». Il rischio è, secondo il consigliere Udc, che il costo ricada sui cittadini, se la Regione non concederà il finanziamento. Il cantiere all'oratorio è aperto dal mese scorso, ma i lavori sono fermi.  «Tra i motivi per giustificare il recupero della struttura, ridotta a rudere - spiega l'esponente Udc -, c'è la necessità di riconsegnare alla frazione, la meno popolosa con soli 42 residenti, uno spazio per assemblee pubbliche. Ma una struttura esiste già, il bar del paese, di proprietà del Comune e da tempo affidato in gestione, capiente da ospitare incontri ed eventi». Bianchi sottolinea, inoltre, come sia previsto un ascensore per disabili in un luogo dove i portatori di handicap difficilmente possono arrivare, per la conformazione del paese: l'oratorio si trova in cima alla frazione, al termine di una stretta via di acciottolato, tutta in salita, dove le auto non passano.  Altre finalità del progetto sono il recupero di spazio per la conservazione di paramenti sacri e la restituzione all'oratorio della sua sacralità: al piano inferiore, una volta, c'era l'ossario, poi trasferito nel cimitero locale.

«Anche questi argomenti - prosegue Bianchi - non giustificano l'intervento: i paramenti sacri possono essere sistemati nel loro luogo deputato, la chiesa, mentre per l'ossario poteva essere studiata una soluzione meno dispendiosa».  L'alternativa, per Bianchi, poteva essere la trasformazione dello spazio occupato dall'oratorio in un piazzale con panchine, demolendo lo stabile e lasciando una scritta che ne ricordasse i trascorsi.

«Un intervento meno costoso di quello previsto - precisa - che avrebbe risolto il problema, quello sì oggettivo, del degrado dell'edificio. E non ho paura a parlare di demolizione perché l'oratorio non ha valori storici né architettonici, tanto da non essere menzionato in alcuna guida né libro. Anzi, in una guida viene citato come una presenza ingombrante e dannosa perché "umilia, soffoca e mortifica il campanile medievale"».

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