Il Tirreno

Lucca

L’impresa di gestione: «Non possiamo più intervenire a distanza»

Semafori senza telecontrollo: interferiscono coi ponti radio

Il semaforo all’esterno di Porta Elisa
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Il semaforo all’esterno di Porta Elisa

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 LUCCA. Si spengono presto, alle 22,30, i semafori a Porta Elisa. E causano non pochi problemi agli automobilisti che si vogliono immettere nella circonvallazione. Ma la società che gestisce gli impianti non se n'è accorta - ammette - perché da un paio di anni non ha più il "telecontrollo" dei semafori. Il servizio interferirebbe con il ponte radio utilizzato dalla polizia municipale e quindi è stata cancellato. A segnalare il problema sono alcuni residenti che evidenziano come il semaforo spento alle 22,30 crei difficoltà non solo alle auto ma anche ai pedoni.  Il comando di polizia municipale sostiene di non aver ricevuto segnalazioni riguardo a questo disservizio. E neppure la Bre di Pisa, azienda responsabile da 10 anni dei semafori lucchesi, dice di non essere al corrente del problema, non potendo, fra l'altro, più vigilare attraverso il telecontrollo: «Fino ad oggi - ribadisce l'azienda - né l'ufficio tecnico del Comune né i vigili urbani ci hanno inviato segnalazione di malfunzionamento». Oltretutto - prosegue l'azienda pisana - «non possiamo più controllare direttamente dalla sede se si tratti di un guasto o di un errore di taratura nel timer della lanterna semaforica, che dovrebbe spegnersi a mezzanotte, come invece avremmo potuto fare sino a due anni fa. E cioè prima che il comando dei vigili urbani ci togliesse (per problemi tecnici) la possibilità di adoperare il sistema di telecontrollo per monitorare la situazione dei semafori di Lucca». Tramite il telecontrollo (il controllo a distanza), infatti, l'azienda poteva, in molti casi, provvedere alla riparazione dei guasti direttamente dalla sede di Pisa senza bisogno di un intervento diretto, in loco. Nel caso, invece, di danni più gravi, tramite lo stesso sistema l'impresa era in grado di «identificare il problema e quindi sapere in anticipo come intervenire e di quale tipo di attrezzatura servirsi. Si trattava, dunque - insiste l'azienda - di uno strumento utilissimo ed efficace. Purtroppo è stato soppresso a seguito di una decisione del comando dei vigili urbani che dicono si collegava al loro ponte radio creando fastidi». Secondo la Bre alle richieste di riattivare il controllo «il comando di polizia municipale ha acconsentito, prorogando però l'attivazione ad un futuro non ben definito. Di fatto, il sistema di telecontrollo resta inattivo da due anni». Con disappunto dell'azienda che ne ha bisogno per operare con maggiore rapidità ed efficacia.      SAN CONCORDIO Manca la visuale in via Ronchi  Restano inascoltate le voci dei cittadini che nel quartiere di San Concordio, a poche centinaia di metri dalle Mura che lamentano la mancanza di visuale su una curva in via Ronchi, più precisamente in corrispondenza di quello che è l'ex cantiere della Betonval, dismesso da anni e caduto nell'incuria. Secondo la denuncia dei residenti i residui della vecchia siepe di recinzione crescendo si sono sporti a tal punto sulla strada da impedire agli automobilisti la visuale in quel tratto di strada.  Nonostante i ripetuti tentativi dei residenti di portare all'attenzione del Comune il caso della strada invasa da piante, ancora «non è stato preso alcun provvedimento» e a tutt'oggi sussiste, nei fatti, il rischio per gli automobilisti, che si trovano a guidare sulla stretta curva priva di visuale, di incorrere in incidenti anche di grave entità.  I residenti di San Concordio, inoltre, affermano di non essere disposti ad attendere che «si verifichi un incidente, magari grave, per ottenere finalmente attenzione sul caso» quando - sostengono - «per risolvere il problema basterebbe una semplice potatura da parte dei proprietari del terreno che, a quanto si può giudicare, l'hanno abbandonato senza tener conto dei rischi ai quali vanno incontro». Rischi più forti per chi si trova a passare da lì «senza vivere in zona e quindi senza conoscere la viabilità locale». Ecco perché - insistono i residenti di San Concordio - «a nostro avviso il Comune, in caso di incuria del terreno da parte dei proprietari dovrebbe occuparsi personalmente della questione».

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