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Lucca

Caso Mediatell la Filcams accusa «Operai sfruttati»

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 LUCCA. Indice puntato su Mediatell, call center con sede in zona Le Catene dove lavorano circa 40 persone, molte part time (altra sede è a Novara), il cui lavoro consiste nel contattare la clientela per conto di alcune aziende che vendono prevalentemente prodotti enograstronomici.  Oggi pomeriggio alla direzione provinciale del lavoro la società, formalmente una cooperativa, passerà l'attività e il personale a un'altra cooperativa (con gli stessi proprietari) con una operazione che, secondo Massimiliano Bindocci della Filcams Cgil, «è molto ambigua: nella nuova cooperativa ai dipendenti verrà applicato il contratti del multi servizi, non integralmente ma con un piano quinquennale, assolutamente non concordato e quindi fuori dalla legge 142. Per i dipendenti migliorano le condizioni, dato che finora sono stati pagati con emolumenti inferiori ai minimi dei contratti nazionali di settore, ma non si rispettano ancora le regole! Oggi alle 14 avverrà questo cambio di società».  I lavoratori, continua Bindocci, «saranno costretti a firmare una transazione se vorranno mantenere il posto di lavoro e passare alla nuova società cooperativa. La transazione consiste in una operazione che dà al lavoratore la sua quota socio in cambio della rinuncia a contestare tutto quanto non gli è stato pagato e gli sarebbe dovuto fino ad oggi. Se non firma la nuova società non lo assumerà. Mentre la vecchia società è destinata a sparire. Un vero e proprio ricatto occupazionale. Della situazione dei lavoratori di Mediatell abbiamo già parlato presso la direzione provinciale del lavoro».

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