Il Tirreno

Lucca

Ascom contro i centri commerciali

Barbara Antoni
Ascom contro i centri commerciali

Sant'Anna, nuovi alloggi e fondi uccideranno le attività esistenti

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 LUCCA. Basta con l'edilizia residenziale e commerciale direttamente a ridosso del centro storico, abbinata a parcheggi e dotata di una serie di comfort. Interventi di questo genere, sbotta il presidente provinciale di Ascom Ademaro Cordoni, rischiano di uccidere il commercio anche nel centro storico. «Siamo notevolmente preoccupati - spiega Cordoni - degli interventi previsti in zona stadio e in via Einaudi a Sant'Anna e quelli possibili negli ex macelli, mercato di Pulia ed ex magazzini tabacchi. Credo che provocheranno un danno diretto a tutti i negozi della zona in cui vanno a collocarsi e in modo indiretto a quelli del centro storico. Oltretutto queste strutture possono rappresentare alternative al centro storico, dove molte catene hanno punti vendita. Se altre zone diventassero più appetibili del centro, le catene potrebbero decidere di spostare le loro sedi. Credo che prima di andare a creare nuovi insediamenti, sarebbe bene lavorare per l'esistente, anche creando più parcheggi. La tutela e lo sviluppo delle imprese commerciali e turistiche non si garantisce, anche se si tratta di interventi positivi, con i parcheggi gratuiti i giovedì di luglio e con qualche moderno punto di informazione in più. Piuttosto chiediamo alle amministrazioni di realizzare parcheggi idonei al centro storico, magari sfruttando i finanziamenti che le Regioni concedono agli enti pubblici per i centri commerciali naturali».  È il primo di una serie di attacchi che Cordoni ha sferrato esponendo la sua relazione sullo stato di salute del commercio a Lucca e sul territorio provinciale nel corso dell'assemblea annuale dei soci di Ascom. Cordoni prende infatti in esame una serie di questioni.  Calendarizzare gli eventi. Siamo ancora lontani, dice Cordoni, dal raggiungere questo obiettivo, prefissato da tempo. Il prossimo 4 luglio, «è l'esempio di come non ci si dovrebbe comportare: a Lucca, per il Summer Festival, c'è lo spettacolo di Fiorello e a Viareggio, in contemporanea, il concerto di Gigi D'Alessio: una sovrapposizione che non incrementa certo il turismo sul territorio provinciale». E cita l'esempio di Parma, dove il Comune ha creato la figura del town centre manager, figura di dirigente che coordina le politiche dei progetti di intervento, raccordando gli assessori ed evitando doppioni.  Dietrofront sulla movida. Come giudicano Ascom l'operato del Comune per i commercianti? «Ci sono anche cose buone nel lavoro dell'amministrazione - risponde Cordoni -. Ad esempio il fatto che si sta tornando indietro sulla questione della responsabilità del gestore per eventuali liti o schiamazzi dentro e davanti al locali. Ci hanno detto che questa decisione sarà rivista. Aspettiamo comunicazioni».  Liberi, solo a parole. Cordoni attacca frontalmente anche la sbandierata «propaganda del ministro Tremonti che per aprire un negozio non c'è bisogno di carte e autorizzazioni. Alla fine non è vero niente - spiega il presidente di Ascom -. Se da una parte non è più lo Stato che ti chiede di presentare determinati documenti, sei tu che devi dare ganranzie e provare che stai aprendo un negozio. La burocrazia c'è sempre, ha cambiato direzione».  Abusivismo. Altra nota dolente di chi vive fra turismo e ristorazioni. «L'abusivismo - dice Cordoni - nel commercio si evidenzia con i prodotti contraffaggi, nel turismo con la presenza di strutture ricettive irregolari e circoli, sagre e falsi agriturismo, che svolgono in prevalenza attività di ristorazione. Abusivismo infine anche nei servizi: ci sono persone che si spacciano per consulenti e mediatori. Invitiamo le autorità a controllare di più queste strutture, anzia a controllarle prima delle altre. Finora hanno controllato prevalentemente quelle vere, che fanno tutto alla luce del sole».  

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