Il dolore
LIstituto Storico Lucchese lavora per conservare la memoria di personaggi pubblici illustri
Si salvano gli archivi storici
Rossella Lucchesi
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Palazzo Ducale ospita listituto storico lucchese Ultimati gli inventari di Lorenzetti, Coturri e della famiglia Macarini
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LUCCA. Conservare e valorizzare le nostre testimonianze storico-culturali. Questo l'obiettivo dell'Istituto Storico Lucchese che ha stipulato un accordo con l'università di Firenze per la promozione di studi e manifestazioni per la valorizzazione delle fonti archivistiche. E anche del del patrimonio culturale locale, nazionale e internazionale. Nel caso specifico si sta lavorando per la salvaguardia della memoria di personaggi lucchesi che hanno dato lustro alla città attraverso accurate ricerche effettuate su fonti storiche col supporto di archivi domestici. Il progetto è partito tre anni fa da un'idea del prof. Antonio Romiti, presidente dell'Istituto Storico e ordinario della cattedra archivistica dell'università di Firenze che qui opera con la professoressa Laura Giambastiani, entrambi orgogliosi del fatto che la cattedra fiorentina sia coperta da due lucchesi. «Il merito va alla tradizione archivista della nostra città, nata sotto la spinta di Salvatore Bongi, ideatore dell'inventario stile lucchese, così definito in campo mondiale per la meticolosità dei metodi di riordinamento degli archivi - afferma Romiti -. È grazie all'impegno gratuito di docenti e allievi che siamo in grado di rispolverare cimeli e documenti di grande valore, altrimenti, con i sempre più frequenti tagli governativi, troppe testimonianze resterebbero sepolte in cantine e soffitte». Nel frattempo, grazie a donazioni da parte degli eredi sono stati ultimati gli inventari degli archivi personali di Leone Lorenzetti e Enrico Coturri, rispettivamente storico dell'arte e docente di storia della medicina, oltre a quello prodotto dalla famiglia Lavagna-Macarini-Carmignani. Tra i lavori in corso, l'archiviazione della documentazione riguardante gli studiosi lucchesi Felice Del Beccaro e Bruno Cherubini e il compositore Gaetano Giani Luporini. I progetti sono seguiti da un gruppo di neolaureati e studenti provenienti dalla facoltà di lettere di Firenze che portano avanti il lavoro quotidiano per un periodo di un anno, al termine del quale presenteranno una tesi di master, triennale o magistrale che l'Istituto Storico provvederà a pubblicare. Per ogni archivio viene garantita la privacy, per cui l'istituto si riserva la pubblicazione solo alla scadenza degli eventuali vincoli posti dagli eredi. Comunque dopo la pubblicazione gli archivi sono a disposizione di tutti coloro che ne faranno richiesta per studi e consultazioni. «Si tratta di un lavoro importante per la storia della nostra città e di un'eccellente opportunità di lavoro per i ragazzi che in questo modo acquiscono un'alta professionalità», prosegue Romiti. Che lamenta la sempre più scarsa vicinanza della gente alla cultura che dal boom degli anni Settanta ad oggi ha fatto passi da gigante, ma all'indietro, colpa di un sistema che penalizza sempre più la cultura tarpandole continuamente le ali. Mentre annuncia la recente acquisizione degli archivi personali del prof. Edoardo Taddeo e dei compianti concittadini Guglielmo Lera e Carlo Gabrielli Rosi, il prof. Romiti ricorda che l'Istituto Storico sta portando avanti un lavoro assolutamente non in concorrenza con l'Archivio di Stato, ma in suo supporto. Insomma una piccola succursale. «Un articolo del nostro statuto - conclude - recita che in caso di cessazione di attività tutto il materiale archivistico in nostro possesso passerebbe direttamente all'Archivio di Stato, mentre quello librario andrebbe alla Biblioteca Statale».
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