Il Tirreno

Lucca

Non c'è alcun disegno contro la giunta

Una seduta del consiglio comunale (Vip)
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Una seduta del consiglio comunale (Vip)

Baudone (Pdl): «Chi lo pensa è politicamente un debole»

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 LUCCA. Nessuna volontà di provocare una crisi politica ai massimi livelli, né un siluro per determinare un rimpasto di giunta. Chi pensa che siano queste le motivazioni degli 11 consiglieri comunali del Pdl che hanno criticato le scelte del Comune (che ora fa marcia indietro) riguardo alle tariffe della mensa scolastica «significa che è un debole e che occupa un posto che non gli compete». Parla come al solito chiaro Giuliana Baudone, consigliere comunale che di scuola se ne intende per essere stata insegnante. L'esponente del Pdl (provenienza Alleanza nazionale) non ha peli sulla lingua. «Ho ricevuto tante telefonate di persone allarmate che hanno grandi difficoltà economiche e per le quali un rincaro della mensa sarebbe un problema. Giusto, quindi, varare tariffe in base al reddito, come noi avevano espressamente richiesto al momento di dare il voto favorevole al bilancio. Sono dell'idea che qualcuno abbia sbagliato, ma siccome nessuno a questo mondo è perfetto può banissimo capitare. L'importante è poi correggere gli errori, in tempi brevi. La politica deve risolvere i problemi dei cittadini, non acuirli. Ecco perchè le tariffe devono essere eque, non si deve chiedere un sacrificio a chi non ce la fa neppure ad arrivare alla fine del mese, si deve fare in modo e maniera che le famiglie paghino il servizio erogato. In altre parole, si deve far pagare il pasto effettivamente consumato. Non ha senso ed è ingiusto che i genitori debbano fare un pagamento mensile anticipato. Le nostre sono critiche dettate dal buonsenso, non dalla volontà di sparare alto zero sulla giunta per far cadere qualche testa. Anzi. L'assessore Buonriposti è una persona molto preparata, che stimo: sarebbe un delitto perderla. Però non può prendersi il lusso di dare certe risposte piccate e parlare di "istigano le folle" e soprattutto deve misurarsi con noi, con la sua maggioranza». La Baudone non risparmia neppure il consigliere Luigi Bertani dell'Udc: «Ora si erge a paladino delle famiglie, ma la sera notte della votazione se ne è uscito dall'aula. Troppo facile farsi avanti adesso».  Di avviso diverso Franco Fabbri di Forza Italia, che non ha aderito al gruppo del Pdl:  «L'ordine del giorno votato in consiglio comunale anche dalla minoranza pur condividendo l'indirizzo della giunta municipale sul tema delle mense scolastiche da sottoporre entro l'inizio dell'anno scolastico 2010-2011 alla valutazione del consiglio comunale, nella consapevolezza che Lucca rimane una delle città che ha il più basso indice di contribuzione e tassazione fra i capoluoghi della Regione, riteneva altresì opportuno ricercare una diversa modalità di ripartizione della contribuzione delle famiglie individuando soluzioni per un diverso riequilibrio del carico fra gli utenti, nello stesso tempo raggiungere l'obiettivo di ridurre il più possibile il costo del pasto per non addossare agli altri cittadini che non hanno figli in età scolare, l'obbligo di contribuire al 45% della spesa complessiva attraverso normali tassazioni. Premesso tutto ciò è veramente paradossale, ma non meraviglia, che mentre si inoltrano accorati appelli a tutti di cessare le polemiche, nel frattempo si rilascino dichiarazioni e si producano argomentazioni manifestamente polemiche. Si intuisce facilmente la strumentalizzazione di temi seri e importanti per i cittadini anche se il "manovratore" si preoccupa di non essere disturbato. Forse non è ancora chiaro il significato e l'importaza del confronto politico senza pregiudizi nell'interesse dei cittadini senza l'ossesione di volersi dipingere come il "primo della classe" a cui tutti gli altri si possono solo "accodare" e a cui persino impedire di "salire sul carro dei vincitori". Vorrei inoltre rassicurare che in consiglio comunale e nell'amministrazione ci sono sufficienti "persone oneste" che curano gli interessi della città mentre non si lasciano intimidire nè ricattare né strumentalizzare, ma soprattutto hanno la consapevolezza di riconoscere le vere intimidazioni».

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