Il Tirreno

Lucca

Il fiume ne devastò tre

«Nessun indennizzo per le auto»

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 LUCCA. L'alluvione ha distrutto tre auto di loro proprietà, ma non potranno avere risarcimenti. Lo sostengono Gianna Negretti e il marito Giampiero, di Santa Maria a Colle, che il 24 dicembre ebbero la casa invasa dal fango dopo l'esondazione del Serchio.  Per loro non sarebbe previsto alcun indennizzo, nè con la somma che il Comune ha ottenuto dalla beneficenza, nè con i fondi della Protezione Civile.  «Quella sera sono passata sul ponte a mezzanotte. Ho chiesto se ci fosse pericolo, dato che il fiume s'era ingrossato. Mi hanno risposto che era tutto a posto, e invece». Gianna Negretti ricorda così il suo Natale.  A 5 mesi di distanza la donna e suo marito Giampiero, entrambi in pensione, chiedono aiuto alle istituzioni e fanno la conta di quel che il fiume s'è portato via: tre auto, mobili, materassi, persino la lavatrice.  «Gli aiuti li hanno dati all'inizio alle famiglie più bisognose - racconta la signora - e io ero d'accordo: se c'è qualcuno che sta peggio di noi. Adesso però il Comune li ha dati solo a quelli che avevano 60 centrimeti d'acqua in casa. Da me sono venuti a misurarla: 40 centimetri. Ma perchè, i danni non li abbiamo avuti lo stesso?».  Il fiume che è stato loro accanto per tanti anni li ha prima traditi, poi beffati: a quel punto - dicono. sarebbe stato meglio se si fosse raggiunta la soglia dei 60 centimetri d'acqua. Adesso chiedono una diversa ripartizione dei fondi. Loro, che hanno speso quasi tutti i risparmi di una vita per comprare i materassi, la lavatrice nuova e una macchina «per andare a fare la spesa, perché - spiega la signora Negretti - la fermata del bus più vicina è a 2 chilometri e io ho 69 anni».  «Abbiamo perso tre macchine: una di mia figlia, una di mio genero e la nostra».

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