Il Tirreno

Lucca

Bus, processione al check point chiuso in viale Luporini

Rossella Lucchesi
Il centro accoglienza turistica di viale Luporini (Vip)
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Il centro accoglienza turistica di viale Luporini (Vip)

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 LUCCA. È diventata l'ossessione di abitanti ed esercenti della zona. Il punto informazioni di viale Luporini continua a rimanere chiuso nonostante la stagione turistica in piena attività. E i responsabili di Itinera, la società che gestisce i punti accoglienza del Comune, non sono ancora disponibili a fornire una risposta sulla riapertura che non appare imminente. Così resta inutilizzata la struttura nata come check point per i pullman turistici che continuano a fermarsi davanti alle porte chiuse. Qui alcuni vecchi cartelli scritti malamente a penna, indirizzano i bus al centro di accoglienza di piazzale Verdi.  Il problema e che da piazzale Verdi qualcuno degli addetti di Itinera che «non è stato bene informato della prolungata chiusura» rispedisce i bus in viale Luporini, al punto di partenza, tra lo stupore della gente del posto, sorpresa «dell'incompetenza di coloro che dovrebbero essere il punto di riferimento del turismo locale. Sembra assurdo, ma è proprio così», dicono al Bar Moka che ha da poco aperto la nuova attività a pochi passi dal check point dei bus realizzato all'uscita dell'autostrada. «Fin dalle prime ore del mattino e così per l'intera giornata - raccontano i titolari del bar - sono decine i pullman che si fermano davanti a ciò che rimane del check point, increduli di trovarsi di fronte ad una struttura seminuova, ma in completo stato di abbandono, inutilizzata dal 1º ottobre del 2008, come recitano i cartelli affissi alla polverosa vetrata». Se tanti pullman e automobili straniere si fermano spaesati dinanzi in viale Luporini «è anche perché sull'autostrada e nelle zone circostanti il centro di accoglienza viene ancora indicato come attivo», insistono gli abitanti della zona, stanchi di dover assistere a manifestazioni di scontento nei confronti di un'amministrazione che «dovrebbe essere molto più attenta alle richieste di chi viene nella nostra città contribuendo allo sviluppo dell'economia locale. È incredibile che i responsabili non si rendano conto del danno che stanno arrecando al turismo e all'immagine della città». Fortunatamente le bellezze della città non frenano il flusso turistico, ma sarebbe opportuno - anche secondo i commercianti - offrire «servizi adeguati che non mancano in altre realtà assai meno appetibili di Lucca. Le soluzioni ci sarebbero, anche senza costi eccessivi, anche se Lucca val bene qualche spesa in più, viste le ricchezze racchiuse nell'anello delle Mura, conferendole l'appellativo di museo a cielo aperto. Intanto ci si chiede quando i responsabili saranno in grado di risolvere la questione o almeno quando si decideranno a fornire le dovute spiegazioni sul funzionamento dei centri di accoglienza. Nell'attesa le bandiere ormai ridotte in brandelli continuano a sventolare sopra la desolante struttura di Sant'Anna, chiusa da oltre un anno. Un biglietto da visita inadeguato per una realtà che sta scoprendo nel turismo una delle voci più importanti della propria economia».

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