Il Tirreno

Lucca

In chiesa c’è solo il papà, la nonna è con la nipotina. La bara arriva sulle note di Grignani di «Paradiso città»

«Ti amo Alessandra», l'addio della mamma

Enrico Messina

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 LUCCA. «Ti amo e ti amerò sempre. Ciao, a presto. La tua mamma». La madre di Alessandra Biagi affida a queste parole l'ultimo saluto alla figlia, uccisa dall'ex convivente. Non ce l'ha fatta ad assistere al funerale: troppo forte il dolore. E poi, dice una signora in chiesa, «doveva stare con la bimbetta», la nipotina, la figlia di Alessandra, orfana, visto che il padre si è sparato dopo aver ucciso la ex compagna.  Alla cerimonia c'è invece il padre di Alessandra, le mani giunte, lo sguardo chino: prega intensamente. Il viso si bagna di lacrime, i palmi le asciugano. Prega e ascolta, Andrea Biagi. In chiesa risuonano le note della canzone di Laura Pausini mentre entra la bara: «C'è che prendo un treno che va a paradiso città», dice la canzone. A quelle parole la ragazza vicino allo stereo inizia a piangere intensamente. «Quella è una sua grande amica», indica una signora. L'arcivescovo Italo Castellani, che celebra il funerale, parte dalle parole della madre di Alessandra per cercare di dare una risposta a tanto dolore: «Nell'espressione "a presto" - dice il vescovo - c'è tutto il significato di questo nostro stare riuniti qui. Noi, che crediamo nella vita dopo la morte, ad Alessandra diciamo: "a presto"». Poi il pensiero va alla figlia di Alessandra, alla quale «tutta la comunità manda, dal profondo del cuore, un grosso bacio». E la comunità è tutta lì, nella chiesa di S. Vincenzo di Verciano. C'è anche chi Alessandra non la conosceva ed è lì perché, come dice una signora, «questo fatto ci ha scossi tutti». Sono venuti anche dai paesi vicini. Gli ultimi arrivati devono accontentarsi di assistere all'esterno alla cerimonia, perché la chiesa non riesce a contenere tutti.  Durante l'omelia, monsignor Castellani ripete la domanda che tutti si pongono continuamente: «Come è potuta accadere una cosa del genere?». La risposta - dice l'arcivescovo - è «nella Parola di Dio che ci dice che non si muore con la morte. Io so che Alessandra è viva, noi tutti sappiamo che Alessandra è viva». E dalla chiesa, la bara portata dagli amici, è accolta da un applauso. L'unico momento in cui si rompe il silenzio di un pomeriggio di dolore.

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