Trasporti
Lassessore provinciale Maura Cavallaro replica alle critiche e accusa Del Ghingaro di intransigenza
Poderacci, un diktat del sindaco
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Larea di Poderacci «Dell'area per l'impianto di compostaggio si discuterà nell'Ato Costa»
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CAPANNORI. «Del Ghingaro è davvero sorprendente». L'assessore provinciale all'ambiente, Maura Cavallaro, respinge al mittente le accuse che il sindaco di Capannori ha rivolto a mezzo stampa alla provincia di Lucca, alla quale imputa, sulla questione della localizzazione dell'impianto di compostaggio, una "latitanza" smentita - secondo l'amministratore di Palazzo Ducale - dall'evidenza del fatti. A meno che per latitanza non si intenda un'eccessiva disponibilità da parte dell'amministrazione provinciale rispetto alle diverse posizioni assunte dal comune di Capannori nel corso degli anni. «A parte il fatto che quasi quotidianamente sono in contatto con alcuni assessori della giunta di Capannori - sottolinea Maura Cavallaro -. Del Ghingaro non ricorda che non più tardi del 30 aprile scorso le giunte di Provincia e Comune si sono incontrate a Palazzo Ducale, per affrontare la questione del sito per l'impianto di compostaggio. Riunione conclusasi - per dirla tutta - con un nulla di fatto, a causa proprio della indisponibilità del sindaco a discutere seriamente nel merito della questione. «In quella riunione, infatti - ricorda l'assessore Cavallaro - Del Ghingaro affermò che per il comune di Capannori il sito doveva essere quello dei Poderacci e non si poteva cambiare. Insomma, un diktat bell'e buono, in perfetto stile Del Ghingaro. Del resto, anche in quella riunione il sindaco non ha mai risposto alla domanda cruciale: perché il sito del Frizzone non va più bene? Eppure era già stato formalmente deliberato dal Comune, anche se poi, nel concreto, la stessa amministrazione comunale si era "dimenticata" di inserire quel sito negli strumenti urbanistici del Comune. «Nel frattempo - puntualizza l'assessore provinciale - è intervenuta la legge regionale che istituiva l'Ato Costa, organismo interprovinciale che ha acquisito le competenze specifiche in materia di pianificazione degli impianti. «Solo nel dicembre 2009, dopo un silenzio di due anni, il comune di Capannori ha fatto sapere che il nuovo sito individuato era quello dei Poderacci, senza motivare l'abbandono della soluzione del Frizzone. «Per la Provincia - conclude Cavallaro - la volontà di dialogo con il comune di Capannori non è mai venuta meno. «Adesso, comunque, la partita si gioca sul tavolo interprovinciale, quello dell'Ato Costa, a cui la provincia di Lucca ha proposto un piano-stralcio proprio per abbreviare i tempi di realizzazione dell'impianto. «Ed è a questo tavolo che l'amministrazione provinciale di Lucca sosterrà le proprie posizioni, rappresentando certamente le volontà e le ragioni del comune di Capannori, una volta che queste siano suffragate da autorevoli e inoppugnabili pareri tecnici, ma cercando, come sempre facciamo, di trovare la soluzione che rappresenti al meglio l'interesse generale di tutta la comunità».
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